“Prima” di lusso per Giò Dipalma: il Rally dei Laghi è tutto suo

Il 28enne di Malnate domina la corsa e coglie il primo successo assoluto in carriera con la Skoda R5. Podio d'esperienza con Freguglia e Mauro Miele dopo una gara flagellata dal maltempo. Tanti i ritiri eccellenti

giò dipalma rally laghi 2018

Ricordate la Tre Valli Varesine 2007. quella del “diluvio”? Ecco, il Rally dei Laghi 2018 passerà probabilmente alla storia alla stessa maniera, per il gran numero dei ritiri che ha condizionato la gara – motoristica in questo caso – più attesa della stagione. Una gara che però ha un vincitore chiaro e meritevole: Giò Dipalma. Il 28enne di Malnate – uno che ha la benzina nel sangue: da giovanissimo vinse un tricolore di motocross… – ha colto a Varese il primo successo assoluto in carriera spingendo la sua Skoda Fabia R5 numero 11 (navigata dall’esperto casciaghese “Cobra”) ai massimi livelli nonostante neve, ghiaccio, nebbia e pioggia.

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La PS3 del \"Laghi\" vista da Luca Roncari 4 di 17

Dipalma più forte del maltempo, quindi, un meteo che ha flagellato l’intera giornata del sabato con tutte le condizioni avverse possibili (salvo la grandine): la nevicata che all’alba ha imbiancato il Cuvignone ha costretto l’organizzazione a cancellare due passaggi (su tre) sulla prova regina. E problemi li hanno dati anche Alpe-Valganna e Sette Termini, segnate al mattino da incidenti seri (ribaltamenti di Simone Miele e Barsanofio Re) che hanno costretto molte vetture a transitare in trasferimento o addirittura a cambiare strada. E in tanti, a un certo punto, hanno scelto di abbandonare per i vari problemi tecnici o per evitare guai peggiori alle vetture (tra gli altri Porro, Pensotti e Toia).

L’unico che avrebbe potuto insidiare Dipalma nel pomeriggio, Andrea Crugnola, si è presto arreso per un guasto alla trasmissione della sua Ford R5, e così è presto apparso chiaro che per il malnatese l’occasione era troppo ghiotta per non essere sfruttata. Alle spalle della Skoda numero 11 quindi sono rimasti due esperti regolaristi come Beppe Freguglia (Fiesta Wrc, con Lisa Bollito) e Mauro Miele (stessa vettura, con Mauro Beltrame) che ha portato la sua famiglia sul podio dopo il forfait del figlio Simone, vincitore della prova show di venerdì ma subito fuori dai giochi sabato. Il superveterano ha tenuto alle spalle sia Roncoroni sia Bortolotti: il primo ha cercato la super-rimonta con l’ultimo Cuvignone ma si è fermato ai piedi del podio, il secondo – esordiente a Varese – ha mostrato comunque una certa costanza.

La PS3 del \"Laghi\" vista da Luca Roncari
Freguglia ottimo secondo

Alla fine quindi il “Laghi” è stato spogliato di molti favoriti: solo due le Wrc al traguardo (su sette) e tanti guai tecnici in una gara già selettiva di suo, resa poi complicatissima dalle condizioni avverse. Una serie di forfait iniziata di fatto con lo show di venerdì sera – tribune strapiene alle Bettole – quando l’errore di Pedersoli ha consigliato il ritiro al bresciano. Così i piloti delle classi meno potenti hanno approfittato della situazione e sono saliti in forze nella top ten. Lo ha fatto Andrea Spataro, sesto (davanti a Testa) con la Peugeot 208 R2B navigata da D’Agostino (peccato per una foratura di De Tommaso che era in lotta con lui nella classe), lo hanno fatto Maran, Tondina e Zorra che si sono messi alle spalle l’atteso Ferrarotti, primo in una R3 che ha perso via via gli altri grandi protagonisti (Bosetti, Marchetti e soprattutto Daldini).

Prima di sollevare la coppa del vincitore, Dipalma regala le sue sensazioni e il suo commento – assolutamente condivisibile – su come è andato il suo “Laghi”. «Sono sempre stato veloce ma in passato ho commesso qualche errore. Stavolta ho dimostrato di essere maturato perché non ho sbagliato niente, sono andato sempre in sicurezza al di là della velocità nonostante condizioni davvero difficilissime. Hanno sbagliato in tanti e mi spiace per loro: c’erano neve, fango e acqua, ma non ho fatto errori e il risultato è arrivato». Chapeau: fare certi tempi e staccare certi distacchi significa aver fatto una gara perfetta. Dominio meritato.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 17 marzo 2018
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