Franco Buffoni festeggia i 70 anni al Maga

Il poeta ha presentato i suoi due ultimi lavori letterari in un brillante dialogo con Emma Zanella

Arte - Mostre

Il Museo Maga di Gallarate ha avuto un ospite ben conosciuto, il poeta e scrittore Franco Buffoni, in occasione dei suoi 70 anni. Egli, pur vivendo a Roma, è di Gallarate e col museo ha un rapporto speciale (nel 2016 venne inaugurata la mostra “Ritmo sopra a tutto”, curata proprio da Buffoni).

Il poeta ha tenuto una chiacchierata con la direttrice del museo Emma Zanella, raccontando un suo sogno particolare: “Se mi rimangono verosimilmente altri dieci anni da vivere, vorrei che questi fossero spalmati su un secolo; quindi, vorrei essere ibernato dieci volte per dieci anni. Questo perché sarei curioso di vedere quali altre invenzioni tecnologiche troverà l’homo sapiens sapiens”.

Per l’occasione il poeta ha presentato ben due libri: “Come un polittico che si apre”, scritto con Marco Corsi e pubblicato da Marcos y Marcos, e ‘La linea del cielo’, raccolta di poesie edita da Garzanti.

Il primo è una lunga conversazione, durata circa un anno, con il giovane Marco Corsi (dottore di ricerca in italianistica che lavora nell’editoria). In questo libro si toccano tutti i campi nei quali il poeta ha lavorato durante la sua lunga carriera, dalla poesia alla letteratura, dalla traduzione al diritto, alla filosofia e l’arte: “Devo innanzitutto ringraziare Marco (Corsi, ndr) poiché, avendo meno della metà dei miei anni, mi ha incalzato con le sue domande e mi ha permesso di sviluppare il libro in maniera diacronica e non sincronica”. La scelta del titolo è una citazione di una sua poesia di qualche anno fa, e rappresenta una curiosa metafora: “Il polittico è come un armadio che apre le sue ante nei giorni di festa, ma che nei giorni feriali rimane chiuso; quando è chiuso si può vedere solo la storia accennata, ma quando le ante si aprono vi è un’esplosione di colori barocchi e un’infinità di dettagli. Ebbi questa visione, o semplicemente metafora, quando visitai la cattedrale di Toledo. Questo è quello che succede a tutti noi quando cominciamo ad avere un passato e gli anni dietro di noi cominciano a confondersi”.

Ma quanto è importante Gallarate in questi libri e, più in generale, nella poetica di Buffoni? “Gallarate è centrale nella mia vita. Nonostante viva da 35 anni a Roma torno spesso qui, e devo dire che prima la lontananza e poi il ritorno mi hanno aiutato a comprendere quanto sia preziosa questa piccola città. Il Maga ne è un esempio: in una città da 50 mila abitanti, avere un museo che organizza mostre come quella su Kerouac e che ha ospiti del calibro di Peter Greenaway, Daniel Libeskind o Nicholas Sparks è un fatto eccezionale”.

“Gallarate”, continua Buffoni, “è centrale ne ‘La linea del cielo’, in particolare il contrasto con una metropoli come Roma. ‘Dalle guglie alle cupole’ è lo slogan che si trova sui treni che portano da Milano a Roma. Io ho provato a portare questo concetto nelle mie poesie; il contrasto tra la realtà di provincia di Gallarate e il caos della metropoli è al centro di questa raccolta”.

Questo articolo rientra nel progetto del Social Team di [OC] Officina Contemporanea, la rete per la cultura a Gallarate

Marco Caccianiga

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Pubblicato il 21 maggio 2018
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