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All’ospedale di Circolo ho trovato un’ottima sanità

Un paziente di urologia racconta la propria esperienza: «Nel 2016 mi diagnosticarono il blocco del rene sinistro. Ho iniziato una ricerca dei migliori urologi in Lombardia e in Piemonte, con mia sorpresa ho scoperto che erano tutti “passati” dall'Urologia dell’Ospedale di Varese»

tavolo operatorio

Seguo con attenzione gli articoli di Varesenews che riguardano l’Ospedale di Circolo di Varese, in particolare quelli di Pier Fausto Vedani e di Carlo Ballerio.
La sanità pubblica varesina sta attraversando un momento abbastanza complesso e il nostro ospedale è oggetto di molte polemiche. Ritengo sia giusto criticare e mettere in evidenza carenze e disguidi, però dobbiamo anche far risaltare le tante cose che funzionano. Desidero quindi raccontare la mia personale esperienza di paziente che negli ultimi due anni ha subito quattro interventi nel reparto di Urologia ora diretto dal Dr. Giovanni Saredi che ha sostituito il prof. Alberto Marconi recentemente andato in pensione.

Nel 2016 mi diagnosticarono il blocco del rene sinistro. È stata una vera e propria “mazzata” e così ho iniziato una ricerca dei migliori urologi in Lombardia e in Piemonte, con mia sorpresa ho scoperto che erano tutti “passati” dall’Urologia dell’Ospedale di Varese.
Sono quindi tornato con fiducia al nostro nosocomio dove sono stato sottoposto a uretroscopia, nefrostomia e nefrectomia nel 2016 e, nel mese di aprile 2018, a riduzione della IBP prostatica con il raggio laser Thulep.

Mi sono trovato benissimo: il rene malato è stato asportato con la tecnica operatoria “laparoscopica” molto meno invasiva di quella tradizionale e nel giro di 12 giorni (dopo i tre interventi su menzionati e due anestesie generali) sono tornato a casa.
Con il tempo di attesa di 12 mesi, perché l’intervento non era urgente, mi hanno praticato la “Thulep” anziché i metodi tradizionali. Tempo di degenza 4 giorni.
Per l’intervento programmato di riduzione della prostata il tempo di attesa medio in altri ospedali pubblici è pressoché identico a quello di Varese.
Le cose che più mi hanno colpito sono state: a) esami complessi (urotac e scintigrafia renale) effettuati nel giro di qualche giorno; b) ricovero programmato nel giro di 40 giorni (luglio 2016); c) esami pre intervento effettuati in un solo giorno sia nel primo ricovero che nel secondo; d) per tutti gli esami non ho pagato alcun ticket.

Confesso che avrei pagato volentieri dei ticket come mi capita quando li eseguo da esterno presso strutture pubbliche o convenzionate. È chiaro che gli esami da paziente interno hanno dei costi, perché farli gravare tutti sulle ingenti spese dell’Ospedale? Una partecipazione alle spese degli esami in base al reddito non sarebbe una”bestemmia” ed i soldi risparmiati potrebbero servire per incrementare personale e strumenti tecnologici.

Termino evidenziando alcuni dati che ho ricavato dal sito web Ospedale di Circolo, sezione trasparenza, reparto SC Urologia Varese (ci sono dati anche di altri reparti): posti letto 29, num. ricoveri 3.035, gg ricovero 10.450prestaz. amb. 17.849, n. medici 10 (tra ricoveri ospedale e day hospital) il tutto corredato dall’importo in euro dei relativi costi. Mi sembrano numeri che dimostrano una mole di lavoro e di costi molto elevati.

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Pubblicato il 07 giugno 2018
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