Chiosco sulla spiaggia, Legambiente chiede al sindaco un dietrofront

La vicenda nata dalla segnalazione di una lettrice che lamentava la posa delle fondamenta di un piccolo bar a Zenna “la prima spiaggia che si incontra in territorio italiano”

\"No al cemento sulla spiaggia di Zenna\"

Dopo la lettera di una lettrice preoccupata per le sorti della spiaggia di Zenna dove è in costruzione un chiosco, e la risposta del sindaco Fabio Passera giunge ora una nuova puntata della querelle, firmata Legambiente.

In una lettera aperta Alberto Tarroni Presidente del Circolo Valcuvia e Valli del Luinese e Componente del direttivo regionale di Legambiente si associa «alle perplessità esplicitate da chi ci ha sollecitato: non è più tempo per costruire sugli arenili!!».

Così comincia la presa di posizione dell’associazione ambientalista dopo la lettera denuncia di una lettrice che ha scritto a Varesenews per denunciare la situazione legata al manufatto che sorgerà a pochi metri dal lago. Secondo il sindaco è tutto in regola.

Per Legambiente la questione è più sottile e riguarda la variazione del paesaggio anche con piccoli, ma decisivi interventi capaci di mutarne i tratti: «Comprendo perfettamente la logica commerciale nel fornire servizi al turismo, ma la mano pubblica ha il dovere, sovente, di frenare impulsi, pur comprendendo le difficoltà. Se viene meno questo ruolo, non vi sarà limite all’imbarbarimento! – scrive Alberto Tarroni – . Nei nostri luoghi, raramente assistiamo alla costruzione di “Ecomostri”. Un territorio, però, si trasforma e snatura anche mediante lo stillicidio di piccoli interventi ed una leggerezza, commessa in un luogo delicato, produce uno sgradevole effetto».

Il rischio, secondo Tarroni, è che una costruzione tiri l’altra: «L’edilizia, lo sappiamo, è fortemente soggetta al principio teorizzato da Wilson e Kelling, noto come principio “Della finestra rotta”, che spiega esaustivamente come il degrado porti altro degrado mentre, viceversa, un ambiente gestito virtuosamente porti ad una visione lungimirante ed attenta dei luoghi. So che pare difficile associare una nuova costruzione ad un concetto che, usualmente, si ritiene sinonimo di abbandono, ma esiste una forte relazione fra degrado ed urbanistica e, l’esperienza insegna, a nuovi interventi non corrisponde sempre miglioramento del contesto».

Da qui l’invito rivolto al sindaco Fabio Passera «a rivedere con attenzione la localizzazione del manufatto che, come ricordano diversi siti turistici del Verbano, è “La prima spiaggia che si incontra sul territorio italiano”. Ne ha la responsabilità».

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Pubblicato il 28 giugno 2018
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