“Dal 3 agosto avremo un problema in più, non in meno”

Associazioni e singoli in piazza per esprimere contrarietà allo sgombero del campo sinti, per varie ragioni. Tra cui una che interessa anche altri gallaratesi: lo smantellamento aumenterà le persone che hanno bisogno di case popolari in città

gallarate generico

Diverse associazioni, sindacati e singoli gallaratesi sono andati in piazza domenica mattina, tra la Basilica e i portici, per far sentire la voce di chi vuole evitare lo sgombero completo del campo sinti di via Lazzaretto a Cedrate.

«La decisione del sindaco apre un problema che oggi non c’è. Dal 3 agosto avremo un problema in più, non uno in meno». Il 3 agosto è il giorno dopo la data prevista per lo sgombero e una della motivazioni portate dalle associazioni contro lo smantellamento del campo è quella relativa all’emergenza abitativa in città: se è vero che lo stesso sindaco Cassani ha invitato i sinti a mettersi in coda per le case popolari, lo sgombero (che riguarda almeno 60 persone, cittadini gallaratesi, in parte minori) finisce a rendere ancora più pesante il fabbisogno di casa. Che riguarda «altre 230 famiglie gallaratesi» in attesa di casa popolare. Va ricordato una volta di più che i sinti sono cittadini italiani, gallaratesi di lungo corso, non stranieri come molti pensano.

La mobilitazione ha riguardato tante associazioni e gruppi diversi, dalla Cgil all’Azione cattolica, oltre a qualche singolo. «È una giornata nata con le famiglie del campo sinti e alle associazioni che hanno sottoscritto il documento. L’idea e di portare maggiore possibilità di conoscenza e incontro alle persone in piazza» spiega Ferruccio Boffi, delle Acli cittadine. «Con alcune persone è stato possibile ragionare, con altri più difficile forse anche per un clima generale che finisce a contare di più della realtà che si comnosce poco. Noi ci auguriamo di avere la possibilità di un confronto aperto anche con tutte le forze politiche, di maggioranza e di opposizione».

Tra gli altri sono intervenuti diversi esponenti delle Acli, che al campo sinti hanno lavorato sull’integrazione per un lustro, attivando un progetto specifico di sostegno scolastico che ha coinvolto anche altri volontari (ad esempio gli scout dell’Agesci o gli animatori-clown). «Ricordiamo che le associazioni hanno sottoscritto la lettera al Prefetto di Varese: sappiamo che in queste settimane è in corso un avvicendamento,  attendiamo con fiducia una risposta».

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Anche nel volantino, come detto, viene richiamato forte anche l’aspetto della sofferenza abitativa che riguarda tante persone. «Noi non disgiungiamo mai  il tema dall’urgenza dell’emergenza abitativa» dice Caterina Valsecchi, della Cisl “dei Laghi” Varese-Como, una delle realtà coinvolte, insieme alla Cgil (i sindacati sono stati criticati dal sindaco Cassani per questo). «I problemi delle persone non si affrontano con ordinanze o sfratti ma con il confronto diretto sui problemi». Per questo la richiesta è quella di arrivare a un “tavolo di mediazione” che riguardi non solo il campo sinti, ma tutte le realtà di disagio legato alla casa.

Roberto Morandi
roberto.morandi@varesenews.it

Fare giornalismo vuol dire raccontare i fatti, avere il coraggio di interpretarli, a volte anche cercare nel passato le radici di ciò che viviamo. È quello che provo a fare a VareseNews.

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Pubblicato il 22 Luglio 2018
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