Crolla il prezzo dello zucchero, Irca spa aiuta i produttori italiani
I grandi produttori del nord esportano sottocosto, nell'ultimo anno si è passati da 600 a 370 euro a tonnellata. Contratti di filiera per valorizzare e sostenere la produzione italiana, tra i sottoscrittori anche l'azienda di Gallarate
La filiera dello zucchero italiano resiste, nonostante la concorrenza sleale dei colossi francesi e tedeschi. La Coprob, cooperativa bolognese che raggruppa i quasi 7mila produttori nostrani di barbabietola da zucchero, nell’ultimo bilancio approvato dichiara un fatturato di 222 milioni di euro, che sale con il consolidato a 280 milioni per un utile netto di 3 milioni.
Gli stabilimenti di Minerbio (Bologna) e Pontelongo (Padova) tengono in piedi l’unica filiera di zucchero 100% italiano con una produzione di 280.000 tonnellate l’anno. Eppure fino a qualche anno fa l’Italia, che è il terzo consumatore in Europa di zucchero, poteva vantare ben 19 zuccherifici, tra cui Eridania comprato da francesi.
Nel 1968 per tutelare i paesi europei produttori di zucchero dalle sperequazioni interne e dalle importazioni sottoprezzo dei paesi extraeuropei, Bruxelles ha introdotto, come per il latte, anche le quote per lo zucchero. Una volta terminata la politica delle quote, entrano in scena i grandi produttori del nord, in particolare francesi e tedeschi, che iniziano a esportare zucchero nei paesi Ue al di sotto del prezzo di costo. E così in pochi mesi si passa da 600 euro a 370 euro per tonnellata, quando la soglia per avere un minimo di guadagno è di 400 euro.
Tra le azioni per salvare la produzione italiana di zucchero sono stati sottoscritti contratti di filiera con grandi aziende del settore agroalimentare tra i quali figura anche la Irca, azienda dolciaria di Gallarate.
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