L’allarme del sindaco: “Alla prossima pioggia questa legna arriverà in paese”

Si continua a lavorare per riparare i danni dell'ultimo forte temporale ma senza interventi radicali ad ogni pioggia fango e legna invaderanno i paese. Giovedì un nuovo summit in Regione

Si continua a lavorare nei boschi sopra Luvinate

È successo tre volte in pochi mesi e succederà ancora: dopo l’incendio dell’anno scorso il Campo dei Fiori è fragile e basta una pioggia un po’ più abbondante del solito per trasformare i sentieri in fiumi di fango. Lo sa bene Alessandro Boriani, il sindaco di Luvinate, che in queste ore sta coordinando gli interventi per curare le ferite delle piogge di settimana scorsa.

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«Stiamo continuando a lavorare in queste ore in modo sostenuto in via San Vito e lungo il sentiero 10 -racconta-. Ieri abbiamo finalmente risolto le criticità del guado sul sentiero 10 e dell’accessibilità al principale sentiero del Campo dei Fiori e abbiamo consentito all’ultima famiglia sfollata di rientrare in casa anche con l’auto. Oggi dalle 5 del mattino le idropulitrici erano al lavoro per la pulizia di strade e marciapiedi dal fango». Ma se da un lato tutto sta tornando alla normalità, dall’altro le preoccupazioni sono rivolte alle prossime precipitazioni che rischiano di riproporre il copione da capo.

«La quantità di materiale bruciato e legnoso che si trova nei boschi del campo dei fiori sopra Luvinate e Varese è moltissima -dice Boriani, mostrando le foto scattate nelle ultime ore-. Questo è tutto materiale pronto a muoversi in caso di piogge abbondanti che proprio per gli effetti dell’incendio, invece di essere assorbite dal terreno, si trasformano in fiumi in piena che invadono i paesi, con i danni che abbiamo visto».

Proprio per questo a Luvinate si aspettano con ansia i 600.000 euro promessi da Regione Lombardia (a cui si aggiungono altri 150.000 per Barasso) per fronteggiare il rischio idrogeologico. «Giovedì saremo insieme ai vertici del parco in Regione proprio per fare il punto ed evidenziare le ulteriori criticità confermate dai fatti durante l’estate: il problema non è più solo la legna bruciata e i sentieri da sistemare, ma il rischio idrogeologico che viene moltiplicato dalle conseguenze dell’incendio e che si moltiplica su un versante già vunerabile e fragile».

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Pubblicato il 04 settembre 2018
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