La voce dei giovani dalla Tech Mission

I pareri e le sensazioni dei più giovani che hanno partecipato alla Tech Mission di Boston e San Francisco con una domanda su come vedono il futuro dal loro punto di vista di imprenditori, startupper, consulenti o comunicatori.

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I tempi cambiano, l’innovazione tecnologica corre insieme a tutte le rivoluzioni che porta con sé e l’attenzione nei confronti di questi temi e dei luoghi nei quali le novità nascono e si propagano investe anche le nuove generazioni.

Il futuro della robotica con Mass Robotics e Locus Robotics; l’innovazione dei prodotti con Reebok e Flex Manifacturing; il futuro dei dati, della tecnologia e della sicurezza con PTC, il MIT Media Lab, McAfee e Juniper Network; i nuovi modelli di open innovation di Local Motors e i centri di produzione del sapere con l’Università di Berkeley, Stanford, il MIT e lo Stanford Linear Accelerator Center; i modelli di innovazione spinta con gli IBM Almaden Labs, LinkedIn; AirBnB e Uber.

Ne è testimonianza la nutrita presenza di giovani alla recente missione tecnologica a Boston e in Silicon Valley con base San Francisco dell’Unione Industriali della Provincia di Varese, promossa da Confindustria Lombardia e Digital Innovation Hub. Una presenza salutata con apprezzamento e soddisfazione anche dal presidente di Univa Varese Vittorio Gandini e dagli organizzatori Marco De Battista e Marco Astuti.

Tra di loro giovani imprenditori e startupper, project manager, responsabili della comunicazione digitale e consulenti. Quali sono state le sensazioni e quali i contenuti che più hanno colpito questi partecipanti? E qual è la loro percezione nei confronti del futuro? A poche ore dalla fine della Tech Mission, ci siamo confrontati a caldo sulle emozioni e le immagini di questa esperienza.

 

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Matteo Vavassori e Simone Sotgiu, fondatori della startup Xplo

“La mia visita preferita è stata quella a Uber perché il nostro interlocutore ci ha spiegato al meglio come funziona la loro tecnologia che spesso è ignota” dice Matteo. “In futuro spero che la Silicon Valley si espanda con il proprio mindset nel mondo. Ad esempio con l’atteggiamento nei confronti del fallimento. Come startup, spero un ottimo futuro per Xplo e non escludo che non si arrivi qui in Silicon Valley.

“Anche a me ha colpito molto Uber perché oltre all’idea, all’innovazione che fa e alla vision, l’aspetto affascinante è che facciano lavorare 15 mila persone senza una gerarchia classica come la nostra. Insieme ad AirBnB, mi colpisce il nuovo paradigma di imprenditorialità slegato dai prodotti fisici” dice Simone. “Mi immagino un futuro sempre più tecnologico è dominato dall’automazione e dall’intelligenza artificiale. Questo mi pone diverse riflessioni di tipo etico, ad esempio sull’interazione e sull’adozione dei robot. Il modo in cui le persone adottano le tecnologie determina una trasformazione spesso profonda dei valori. Le mie sensazioni sul futuro sono quindi un connubio tra l’appassionarsi per l’avanzamento tecnologico ma anche il preoccuparsi per l’adozione sempre più pervasiva della tecnologia. Il tema della formazione e della redistribuzione della ricchezza che passa dalle capacità dei lavoratori sarà fondamentale.

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Ilaria Cairo e Francesco Rota di Confindustria Bergamo e Chiara Jacini di Confindustria Lombardia

“La visita che più mi è piaciuta è stata quella di AirBnB perché ho visto modalità di lavoro differenti e un ambiente piacevole e mi ha emozionata. Mi ha colpito molto anche Uber perché hanno lo sguardo rivolto al futuro e il core business è il focus sul domani” dice Ilaria. “Spero che nel futuro potremo prendere sempre più spunti sulle modalità di lavoro e sull’entusiasmo della Silicon Valley con un focus particolare sulla realtà aumentata”.

“Mi ha molto colpito la visita a Uber perché abbiamo capito cosa può essere disruptive nella misura in cui l’azienda andando molto in verticale su business può cambiare paradigmi economici in tutto il mondo” dice Francesco. “Il futuro lo immagino positivo, pieno di energia e e da gestire nella misura in cui le tecnologie continueranno a determinare grandi passi avanti ma anche grandi disuguaglianze”

“Locus Robotics e Uber sono le realtà che più mi hanno entusiasmato perché ci hanno consentito di approfondire le dinamiche da dentro e vedere i pensieri innovativi che soggiaciono ai processi” dice Chiara. “Nel futuro immagino una polarizzazione sempre più forte tra chi farà lavori a altissimo valore aggiunto, innovativi e creativi e chi verrà rimpiazzato dall’automatizzazione. Di conseguenza l’innovazione e la tecnologia mi preoccupano perché sono sempre più veloci e spesso gli umani non riescono ad assorbire per tempo il cambiamento. Immagino una specializzazione delle aree del mondo rispetto alle eccellenze. Se la Silicon Valley non è riproducibile, alcuni concetti possono essere mutuati. Copiare la Silicon Valley vuol dire provare a concepirsi come luogo unico rispetto alle nostre specializzazioni. Spesso in Italia ci sono centri di potere più che di competenze e questo dovrà cambiare”.

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Elisabetta Brivio, Lorenzo Magnoli e Miriam Vergani di Prevent PCB.

“È difficile identificare una visita preferita. Le più belle erano quelle che ti facevano vedere dall’interno i loro obiettivi. Locus Robotics la migliore nel farci vedere e comprendere la loro tecnologia” dice Elisabetta. “Penso che il futuro sarà sempre più pieno di tecnologia”.

“Mi è piaciuta più di tutte la visita a Local Motors perché ho molto apprezzato la storia e l’esperienza del fondatore, come imprenditore ma anche come marine e la sua capacità di riuscire a creare nonostante le difficoltà qualcosa di differente nel mercato” dice Lorenzo. “Penso che il futuro non sarà un posto tanto diverso dal presente perché cambiano le tematiche ma il mercato e le tecnologie sono le stesse. Cambia semmai la scala, sempre più globale e diversificata e con molti più servizi da offrire”.

“La mia visita preferita è stata quella a IBM Almaden Labs perché ci ha restituito una overview sulle nuove tecnologie a livello di materiali e calcolatori quantici” dice Miriam. “Nel futuro ci sarà un’automazione spinta e una digitalizzazione sempre più pervasiva ma anche corsa a ritrovare un contatto con l’ambiente”.

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Alice Viscardi di Cosberg

“La mia preferita è stata Locus Robotics perché ci ha fatto vedere in pratica cosa facevano ma anche perché avendo studiato l’evoluzione dei sistemi logistici fino a Kiva mi sono resa conto che in due anni è già cambiato tutto. Capisco quindi che è importante rimanere sempre aggiornati. Quando esci dal mondo dello studio sta a te tenere il passo con l’innovazione” dice Alice. “Immagino un futuro sempre più connesso e semplificato con molti più device con i quali l’uomo non dovrà più fare attività manuali e ripetitive ma verrà messo a fare innovazione. La manualità sarà automatizzata”.


Marco Allegretti di Mitech

“La cosa che più mi ha colpito e in modo inaspettato è stato l’intervento di Airbnb. In particolare il modo in cui cercano di dare valore alle persone e all’economia del luogo in cui si queste trovano. Senza volersi imporre, sono riusciti a creare quello che credo essere il miglior esempio di shared economy visto in questo viaggio” dice Marco. “Per il futuro immagino che la tecnologia pervada ma non prevalga nella quotidianità, sia questa il lavoro o la vita privata. Quindi che possa essere sempre più uno strumento che ci aiuti nei momenti in cui lo necessitiamo, senza imporci un modo di vivere, comportarci o approcciarci al mondo”.

 

Roberta Curiazzi e Marzia Morgantini di AFIL Associazione Fabbrica Intelligente

“Ho trovato molto interessanti i colloqui con Locus e PTC. Sono stati begli esempi perché ho ritrovato temi utili e spunti. In generale sono stati interessanti i colloqui degli italiani all’estero” dice Roberta. “Il futuro lo immagino a in Italia perché credo che si possa sempre fare meglio e quindi migliorare il futuro dei nostri figli senza dover scappare all’estero ma unendo le energie e le competenze”.

“Ho apprezzato realtà come Locus Robotics e PTC per la tecnologia e la concretezza delle visite ma anche LinkedIn, AirBnB e Uber per l’entusiasmo nel lavoro e nel loro modello che è diverso dal nostro, molto ispirante ma non replicabile” dice Marzia. “L’Italia è ancora indietro perché le condizioni sono sfavorevoli ma mi immagino più cooperazione per connettere e condividere e questa negli USA è una delle esperienze che aiutano a ispirare sistema italiano”.

di david.mammano@gmail.com
Pubblicato il 22 ottobre 2018
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