“Non dobbiamo difenderci dai neri, ma dagli incivili”

Una professionista varesina racconta un brutto episodio accaduto a Varese a suo figlio. Un episodio che non dovrebbe accadere a un ragazzino in nessuna città civile

Generico 2018

Condividiamo lo sfogo di Maria Gabriella La Porta, varesina, per anni funzionaria in Whirlpool e ora libera professionista, mamma adottiva di un ragazzo di 14 anni di origini etiopi, che ha avuto una disavventura nel centro di Varese. Ecco il suo racconto.

Ho deciso di condividere una piccola storia vera, tanto semplice quanto grave.
Qualche giorno fa un ragazzo di 14 anni resta con il telefonino scarico in centro a Varese. È in ritardo e decide di avvisare la mamma perchè non si preoccupi.

Perciò, chiede a un “distinto passante” “Scusi, ho il cellulare scarico, potrebbe per favore farmi fare una telefonata a mia mamma?”.
Il “distinto passante” evidentemente prende il ragazzino per un possibile ladro, lo insulta, lo minaccia e lo insegue per qualche centinaio di metri, finché il giovane trova dei conoscenti più grandi e “bianchi” tra cui rifugiarsi.

Ora: sarebbe successa la stessa cosa se questo ragazzo, mio figlio, fosse stato bianco e non di colore, essendo nato in Etiopia?
Io ne dubito. E, da madre, temo per lui. Perché tutta questa comunicazione contro chi viene da lontano può generare ostilità, paure e violenza incontrollate in menti poco dotate.

Non tutti i neri sono ladri e non tutti i bianchi sono civili.
Non dobbiamo difenderci dai neri ma dagli incivili, dagli ignoranti e dagli imbecilli.
E quelli sono di tutti i colori.
Vorrei si sapesse, non solo per il bene di mio figlio ma di tutte le persone perbene di ogni tonalità cromatica… mi aiutate?

Maria Gabriella

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 ottobre 2018
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