Vacanze a cavallo, i numeri del turismo equestre

I dati illustrati nel corso della 120esima edizione di Fiera Cavalli presentano un settore dinamico e complementare che unisce sport, passione, amore per la natura ed enogastronomia

Cavalli sulla spiaggia

Un segmento del settore che coinvolge quasi tre milioni di viaggiatori. È il turismo equestre, non una nicchia ma un vero e proprio “movimento” in espansione che unisce la passione per i cavalli a quelle per la natura e l’enogastronomia.

È quanto emerge dai dati dell’indagine Fieracavalli-Nomisma Cavallo che passione, svelata da Veronafiere nel corso della giornata di apertura della 120ª Fieracavalli in presenza del ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio e del presidente della Regione Veneto Luca Zaia, 

Un’analisi che evidenzia come 9 appassionati su 10 abbiano fatto passeggiate a cavallo nell’ultimo anno (il 35% regolarmente), principalmente della durata di 2-3 ore (44%) ma anche di mezza/intera giornata (26%), o di un week end (3%).

L’equiturista, che spende in media 150 euro al giorno (21 euro l’ora per le passeggiate), preferisce come scenario i boschi (22%) alle colline e ai prati in pianura (20%) mentre il mare è il tour ideale per il 14% del campione. Un turismo complementare ad altre forme della vacanza dove nei desiderata non possono mancare le soste enogastronomiche (41% in risposta multipla) e i momenti di relax in centri benessere (29%). E proprio l’abbinamento con l’enogastronomia è un must nei servizi aggiuntivi utilizzati, con il 46% che nel corso della sua ultima escursione ha provato prodotti tipici territoriali o degustato vini (34%). Inoltre, menzione speciale per la qualità dell’esperienza, molto positiva nell’81% dei casi, con l’84% del campione che reputa ottimi/buoni i percorsi scelti, l’80% i cavalli compagni di viaggio, il 73% il personale tecnico, il 68% l’organizzazione dell’offerta.

Un alto gradimento che si evince infine nei programmi futuri, con il 35% degli appassionati che ha già organizzato un’escursione di una o più giornate entro i prossimi 12 mesi e un altro 47% che la considera un’idea da programmare.

Contatto con la natura, empatia con l’animale, riduzione dello stress sono i principali punti di forza dichiarati che contraddistinguono il binomio uomo-cavallo in passeggiata come in maneggio, legati a doppio filo anche nella pratica. Chi fa turismo equestre, infatti, fa anche attività in maneggio (84%, 29% i regolari), mentre risultano più esclusive altre forme di fruizione, come il dressage (51%, con l’11% di regolari) e il salto ostacoli (48%, 10% i regolari). La passione per i cavalli ha in buona parte radici famigliari (‘mi è stata trasmessa dalla famiglia’, ‘sono cresciuto in un ambiente equestre’) che sembrano proseguire ancora oggi, con il 72% dei praticanti che in famiglia ha qualcun altro con la stessa passione. Il costo troppo alto (59%) e le poche strutture (34%) sono però i principali punti di debolezza di una passione-cavallo che fa dell’empatia (23%), della libertà (19%), della bellezza (11%) le principali immagini evocate dagli intervistati. Una passione che potrebbe anche diventare un lavoro: il 57% degli intervistati confessa infatti di pensare spesso (15%) o qualche volta (42%) di cambiare vita in favore un’attività lavorativa collegata al mondo dei cavalli.

Per il presidente di Veronafiere, Maurizio Danese: “I risultati tracciano un profilo inaspettato per le cifre e l’attualità di una passione senza tempo. Un binomio che negli anni si è rinnovato assumendo forme diverse di interazione e che ancora oggi conta su circa 10 milioni di italiani maggiorenni che nell’ultimo anno sono entrati in contatto con il cavallo, in sella per fare passeggiate e per sport, oppure hanno frequentato maneggi e fiere dedicate al cavallo”. “Queste rilevazioni – ha aggiunto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –, ci aiutano a capire perché Fieracavalli non mostra mai sintomi di vecchiaia, anzi si rinnova di nuove attrazioni e business di generazione in generazione. È stata la nostra prima fiera, che 120 anni fa inglobava per evidenti affinità anche quella agricola e la parola chiave era ‘lavoro’; ora è sport ma prima ancora passione e soprattutto turismo, con il 43% della popolazione che dichiara di conoscerla e con quasi 3 milioni che l’hanno visitata, bambini esclusi”.

L’APPUNTAMENTO DI FIERACAVALLI
Fieracavalli (Veronafiere, 25-28 ottobre) è il salone mondiale di riferimento per il settore equestre con 2.400 esemplari di 60 razze da tutto il mondo, 35 associazioni allevatoriali, oltre 750 aziende da 25 Paesi e 160mila visitatori attesi da più di 60 nazioni, per un cartellone di circa 200 eventi tra gare, competizioni morfologiche e show. Allevamento, sport, turismo, business, ma anche spettacolo intrattenimento e benessere del cavallo sono le tematiche che attraversano la quattro giorni di Veronafiere, che si sviluppa su oltre 128mila mq, con 12 padiglioni e 4 aree esterne. Secondo il panel intervistato da Fieracavalli-Nomisma, un praticante su tre ha visitato i padiglioni della storica rassegna veronese mentre secondo il campione generalista sono quasi 3 milioni gli italiani maggiorenni che hanno visitato la manifestazione, e circa 17 milioni quelli che la conoscono.

 

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Pubblicato il 26 ottobre 2018
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