Civati a Cardano: “C’è un’Italia che non viene raccontata”
Al circolo Quarto Stato di Cardano venerdì si è tenuto un confronto fra Giuseppe Civati, Stefano Catone e il premio strega Helena Janeczek su cittadinanza attiva e accoglienza
Giuseppe Civati, Stefano Catone e il premio strega Helena Janeczek: questi i protagonisti di una serata incentrata su ‘Giovani, cittadinanza attiva e accoglienza’ al Quarto Stato di Cardano al Campo. Grandi nomi, quindi, per un incontro dedicato all’attualità del nostro Paese, ma con un approccio differente rispetto ai dibattiti che siamo abituati a vedere in tv.
Lo hanno ribadito a turno tutti gli ospiti, criticando come il confronto politico attuale oggi rassomigli perlopiù a tifo da stadio, senza una razionale analisi critica delle proposte. E allora al circolo c’è posto per ‘People’, la nuova casa editrice fondata da Civati e Catone, creata per parlare di storie, persone e offrire un nuovo racconto della realtà. I libri, che gli editori hanno voluto di piccole dimensioni, ‘da mettere in tasca’, erano in vendita al 50% in un ‘BookFriday’ che ha riscosso successo fra i presenti. Libri che fanno entrare il lettore in vicende che ci riguardano tutti direttamente, come quella di Elisabeth Arquinigo Pardo, nel suo ‘Lettera agli italiani come me’: “E’ la storia di una donna ‘italiana senza cittadinanza’ ed è bello ripensare a quando abbiamo presentato il suo libro a Milano, la scorsa settimana. Un gran numero di stranieri ha partecipato ed è intervenuto al dibattito. Una situazione apparentemente anomala, visto che normalmente non si vede il coinvolgimento degli stranieri di seconda generazione in momenti pubblici. Eppure c’è davvero voglia di comunicare” spiega Stefano Catone.
“C’è un’Italia diversa, rispetto a quello che ci viene raccontata. Quella dei bambini nelle scuole, che stanno già facendo integrazione a dispetto di chi ci vuole mettere l’uno contro l’altro e creare una società fondata sull’odio – continua Civati – In Italia non c’è spazio per narrare le vicende di chi si sta adoperando a favore dell’accoglienza con risultati positivi, né sul rilancio economico portato dagli stranieri. Non se ne parla a destra, ma nemmeno a sinistra. Se siamo arrivati a questo punto, in cui intolleranza e pregiudizi dilagano, è perché anche negli anni precedenti non è stato data voce a questa parte del nostro Paese”.
“Mentre in Parlamento sta passando il decreto Salvini, che avrà effetti sulla vita di tutti noi, l’attenzione pubblica si distrae su altre questioni -gli fa eco Janeczek – sono due giorni che il centro-sinistra si interroga sul testo di Gramellini, mentre ci sono temi sicuramente più importanti su cui soffermarsi” . Occorre partire dalla concretezza della realtà, ad esempio dai numeri, come esorta a fare Catone: “Lo scorso anno era un continuo discutere dei cosiddetti ‘taxi del mare’, ma chi è andato sul sito della Guardia costiera per consultare i dati? Nessuno! Avrebbe visto che solo il 25% dei salvataggi in mare è fatto da Ong”. Civati si sofferma poi sulle questioni economiche: “ Ci stanno raccontando di un’Italia che non esiste, dove non c’è sicurezza e c’è un alto tasso di criminalità: immagini non veritiere, lo fanno per togliere l’attenzione da questioni salienti come l’economia. Tutta questa ideologia prescinde infatti dalla vita quotidiana: e i ìl futuro di risparmiatori, imprenditori e lavoratori? Quali saranno gli effetti delle scelte fatte da questo governo sui comuni cittadini della provincia di Varese? Dov’è la concretezza?”.
Il vivace confronto sul palco del Quarto Stato, brillantemente moderato dalla rapper milanese Voodoo Vee, si chiude quindi con una forte domanda di autenticità e sul bisogno di cambiare la visione della nostra realtà. Solo così, infatti, sarà possibile sensibilizzare le nuove generazioni: “Per avere l’attenzione dei giovani occorre un coinvolgimento autentico, non di facciata”.
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