Sindacato: più investimenti per rilanciare il lavoro
Attivo unitario dei delegati sindacali al De Filippi di Varese dove sono intervenuti Francesco Diomaiuta (Cisl dei Laghi), Antonio Massafra (Uil) e Roberto Ghiselli della segreteria nazionale della Cgil
Cgil, Cisl e Uil hanno le idee ben chiare sulle priorità da inserire la legge di Bilancio. Dopo essere state presentate nelle assemblee con i lavoratori nei luoghi di lavoro, i sindacati confederali ne hanno discusso nell’attivo unitario dei delegati all’auditorium De Filippi di Varese dove sono intervenuti Francesco Diomaiuta della Cisl dei Laghi, Antonio Massafra segretario della Uil provinciale e Roberto Ghiselli della segreteria nazionale della Cgil.
I sindacati insistono sulla necessità di sostenere politiche per lo sviluppo e il superamento dei provvedimenti di austerity che hanno caratterizzato gli ultimi dieci anni le politiche dei paesi europei determinando l’allargamento delle fasce di povertà e aumentato le disuguaglianze sociali.
«Il lavoro – spiegano i sindacati – è il grande assente nella manovra del governo. Sono pochissime le risorse finalizzate agli investimenti, necessari per creare lavoro e rispondere all’emergenza occupazionale che colpisce i giovani, le donne e il sud del Paese. Solo un intervento shock negli investimenti può determinare effetti anticiclici e far ripartire la crescita e lo sviluppo».
Il sindacato ha richieste precise per il governo a partire dagli investimenti pubblici fino al 6% del Pil per infrastrutture sociali, digitali, energetiche e materiali. Governance pubblica delle politiche di sviluppo industriale, interventi sugli ammortizzatori sociali, a partire dal prolungamento della durata massima della cassa integrazione straordinaria, oltre i 24 mesi nel quinquennio, fino alla proroga della Cigs per cessazione di attività e per procedure concorsuali. E ancora, promuovere l’allargamento del contratto di solidarietà, ridurre il costo del lavoro a tempo indeterminato, favorire la collaborazione con i centri per l’impiego privati utilizzando l’esperienza della bilateralità.
Un no deciso del sindacato è rivolto ai condoni, agli evasori e alla Flat tax. Mentre viene rilanciata la necessità di aumentare il potere salariale dei lavoratori aumentando le detrazioni che spettano ai redditi da lavoro dipendente e da pensione, ridefinire le aliquote irpef e le basi imponibili rafforzando la progressività, introdurre un nuovo assegno familiare universale e rivedere in maniera organica la tassazione locale.
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