Calci alla gola in Valcuvia, processo rinviato a giugno
Verranno sentiti i testi di pubblico ministero e parte civile per stabilire ciò che avvenne il 27 febbraio 2017 a Rancio Valcuvia
Quaranta giorni di ospedale, mesi di attesa e un processo cominciato ma già slittato al prossimo giugno.
È notizia che risale a ieri, lunedì, e che riguarda un ristoratore di Rancio Valcuvia, parte offesa di una lite avvenuta per questioni di confini il 27 febbraio del 2017.
Un diverbio da cui l’imputato, un uomo della stessa età della vittima e residente anche lui in Valcuvia, è accusasto di lesioni personali gravi.
La vittima di questo bisticcio finito male era in aula l’altro giorno per assistere all’udienza, slittata ai primi di giugno quando il giudice sentirà i testi richiesti dal pubblico ministero e della parte civile. Anche la difesa ha presentato un elenco di soggetti da escutere come testi: in tutto le parti hanno chiesto di sentire una quindicina di persone.
L’obiettivo è quello di ricostruire cosa avvenne nell’inverno di due anni fa quando la vittima, 63 anni, a fronte di un calcio che lo raggiunse alla gola subì la frattura chiusa di laringe e trachea, oltre ad un trauma al collo con frattura della cartilagine tiroidea e dell’osso ioide.
Per questo l’11 luglio scorso il giudice dell’udienza preliminare accolse la richiesta di rinvio a giudizio da parte del pubblico ministero che contestò anche l’aggravante del danno permanente.
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