DigitaLife gioca in casa e fa il pieno al Multisala Impero

Tanti spettatori al Multisala Impero per la proiezione varesina di DigitaLife, il docufilm prodotto da VareseWeb con Rai Cinema e Fondazione Ente dello Spettacolo

digitalife

Dopo Milano e Roma, anche Varese ha accolto con entusiasmo DigitaLife, proiettato questa sera al Multisala Impero dopo la prima assoluta del novembre scorso al Centro congressi Ville Ponti, in occasione di Glocal 2018.

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La prima varesina di Digitalife 4 di 50

Oltre 250 persone hanno affollato la Sala Giove del Miv per vedere DigitaLife insieme ad alcuni protagonisti del film.

L’opera del regista Francesco Raganato, prodotta da Varese web in collaborazione con Rai Cinema e Fondazione ente per lo spettacolo, racconta come il digitale ha cambiato la vita delle persone.

Digitalife è un racconto corale che affida a persone note o sconosciute il compito di narrare come il digitale ha cambiato la loro vita, o di come sia diventato strumento per dare forma a progetti; o, ancora, la strada per esprimere se stessi e i propri sogni.

Un puzzle di oltre 50 storie, scelte tra le centinaia raccolte in quasi due anni di lavorazione, fuse in un’unica grande storia che ha letteralmente conquistato gli spettatori di Varese che hanno gremito la Sala Giove del Miv.

Presenti in sala alcuni protagonisti del film tra cui Luca Spada di Eolo, Marika Ciaccia, Giuliano Galli del Fai e il presidente di Univa Riccardo Comerio. Con loro anche altri che hanno lavorato alla realizzazione dell’opera: oltre al regista Francesco Raganato e al produttore esecutivo nonché direttore di VareseNews Marco Giovannelli.

Alla serata hanno preso parte, tra gli altri, anche il sindaco di Varese Davide Galimberti con l’assessore alla cultura Roberto Cecchi, Vittorio Gandini di Univa, Roberta Tajè direttore di Cna e Roberto Tanzi di Confcommercio.

Un film nato da un’idea “folle”, così come ricordano Marco Giovannelli e Francesco Raganato, i primi a intervenire sul palco subito dopo la proiezione del film. «Non c’era altro modo per raccontare internet – spiega il regista – di documentari che raccontano il digitale ne esistono molti, ma nessuno si era mai preso la briga di prendere tante vite, e metterle insieme».

Il film si apre con una sequenza rapida come una mini storia centrata sul pane. Questo prodotto, alla base di ogni nostra dieta alimentare, è simbolo di tante trasformazioni a partire dal campo di grano, alle farine fino a come arriva sulle nostre tavole dopo la lavorazione. Oggi tutto corre attraverso il digitale, ma alla fine al centro della vita c’è l’energia, ci sono le vite delle persone che lavorano e condividono i cambiamenti che viviamo.

Sono le connessioni il filo conduttore, ma non si tratta di sola tecnologia, che pure è essenziale perché si possa vivere il cambiamento, DigitaLife racconta la storia di tante persone a cui Internet ha realmente cambiato la vita. E non sempre in positivo. Il film non ha paura di trattare temi scomodi e complessi come il cyberbullismo, la malattia, la morte, la sconfitta, perché comunque sono parte della vita.

Un aspetto, questo, sottolineato da Riccardo Comerio nel suo intervento: «Quello che mi è piaciuto di più è che oltre a mostrare il bello e la positività della rivoluzione digitale, il film ne evidenzia anche il lato oscuro. E questo è importante perché come ogni rivoluzione anche quella digitale va governata. Un film che fa molto pensare e credo sia il valore aggiunto di questo lavoro».

«Questo film – ha detto inoltre con una battuta – ci mostra 50 storie, 50 sfumature di digitale, che è una cosa nuova per Varese. Noi siamo gente concreta, sfortunatamente abbiamo lasciato l’aspetto ludico e abbiamo tenuto la concretezza».

DigitaLife non si ferma e nelle prossime settimane proseguirà il tour che prevede già 15 tappe in tutta Italia, a cui se ne stanno aggiungendo molte altre.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2019
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