Il Presepe dei Missionari prosegue: visite fino al 27 gennaio

Fino al 27 gennaio visite ogni sabato e domenica pomeriggio

Venegono Superiore - Castello dei Missionari

Le feste sono passate ma c’è ancora tempo per visitare il Presepe dei Missionari Comboniani di Venegono Superiore.

Fino al 27 gennaio, infatti, la grande e originale rappresentazione della Natività potrà essere ammirata il sabato e la domenica dalle 14 alle 18. Gruppi, oratori e scuole potranno prenotare la visita nelle giornate di martedì e venerdì al mattino dalle 9 le 12 e dalle 14 alle 18, telefonando al numero  0331 865010

Nato nell’immediato dopoguerra per dare un messaggio di speranza in un momento tanto difficile della nostra storia, il presepe dei missionari comboniani ha inventato un nuovo modo di annunciare il Vangelo, di portare una notizia buona, usando una tecnologia avanzata: “I più anziani ricordano le figure del presepe che allora si muovevano spostate quasi a mano una ad una – spiegano i promotori dell’iniziati- Di acqua sotto i ponti ne è passata parecchia (e adesso gli effetti scenici son senza dubbio più spettacolari), ma l’incanto del presepe e assieme l’attenzione verso le tematiche contemporanee che contraddistingue i missionari, non è venuta mai meno. Per decenni per tanti abitanti del varesotto, dell’hinterland milanese e della Svizzera italiana, la visita al presepe di Venegono Superiore era un appuntamento tanto atteso e scontato quanto le lenticchie e il taglio del panettone”.

Il presepe missionario quest’anno si richiama quest’anno al Sinodo Minore dell’arcidiocesi di Milano, Chiesa dalle genti.

Realizzato in collaborazione con la FOM (Federazione oratori milanesi) e con la Diocesi, il presepe si sviluppa su un’area espositiva di più di 100 m2 che ricrea l’intero complesso di Piazza del Duomo a Milano, grazie al contributo e alla perizia di tanti volontari che si son dati da fare per creare suggestivi scenari e arditi movimenti. “A piazza Duomo si accede, come è normale,  scendendo dalla metropolitana che quest’anno siam riusciti a far arrivare fino a Venegono e proprio fin sotto al castello dove il presepe è allestito; questa è la prima delle sorprese del presepe 2018 – 2019”.

E’ proprio in piazza Duomo che Gesù nasce quest’anno, nell’area prospiciente la cattedrale, tra e per le genti. E proprio tra le bancarelle degli o’bei o’bei, tanto cara ai milanesi. “Perché questa nascita sia possibile la stessa cattedrale fisicamente si apre, fa spazio a Gesù che nasce, con un effetto davvero mozzafiato! Il messaggio è quello di una “Chiesa in uscita” (EG di Papa Francesco), che non si rinchiude tra le sue mura (per quanto belle e gloriose) ma che esce all’incontro e che si fa incontrare”.

Gesù nasce nella quotidianità di una società multiculturale e multietnica al cui servizio la Chiesa si pone e anche fino ai confini della Terra, in tutte le piazze (luoghi d’aggregazione umana) del mondo. La vocazione di Milano di essere da sempre terra di mezzo, luogo d’incontro e di operosa collaborazione, si rinnova. La storia è resa possibile dall’entusiasmo, impegno (e forse ingenuità) di un ragazzo. Luca, il protagonista assieme a San Giuseppe di un vero e proprio miracolo, crede nella realizzazione di un sogno e lo persegue con impegno coinvolgendo pure la sua sorellina! Alla fine, riuscendo a coinvolgere tanti, realizza un albero di Natale spettacolare, soprattutto  perché frutto del piccolo contributo di tanti che si son dati da fare. Come recita una delle battute finali del presepe:” è solo quando il sogno è grande che si realizza”. San Giuseppe, da parte sua, riesce a costruire una croce fatta da 5 legni diversi: la croce del sinodo diocesano che ci è stata cortesemente affidata durante tutta la durate del presepe. Lui la vedrà dapprima nella sua mente, effetto che è stato realizzato con una sorta di cartone animato, e poi, fisicamente, la costruisce. Si deve anche dire che il San Giuseppe di quest’anno si rivela particolarmente arguto e spiritoso”.

“Dopo la visione del presepe, il percorso continua, portando a condividere l’esperienza vissuta da alcune classi del Liceo Curie di Tradate che hanno incontrato e fatto amicizia con un settantina di persone migranti, presenza rilevante per il nostro territorio. Segno di quella società multiculturale e multietnica che costituisce il nostro futuro. Come Luca nel presepe, anche gli studenti che già sono avvezzi a vivere assieme, credono nel sogno di una società ricca e colorata, l’unica possibile”.

 

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Pubblicato il 11 gennaio 2019
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