L’Aquilone, una canzone per le vie e sui cieli di Roma

Il cantautore Flavio Caccin inaugura una nuova collaborazione con un video della sua canzone girato a Roma: un'altra tappa di un lungo viaggio nella musica, per passione

Generico 2018

Un viaggio nelle emozioni, ma anche nei paesaggi di Roma, con il placido scorrere del Tevere a fare da sfondo. Lo propone Flavio Caccin, cantautore 49enne, nato a Gallarate e oggi residente a Cardano al Campo:  L’Aquilone è un brano che era già stato inciso, ma che ora viene riproposto nella nuova veste di videoclip (e con un nuovo arrangiamento.

Un vero e proprio viaggio emotivo e melodico in cui l’artista esprime al meglio la sua natura melodica di grande respiro: in un idillio di parole che comunicano calma e grande serenità fra spazi immensi e percorsi della mente.

Flavio Caccin spiega che il video è «l’inizio di un progetto musicale con un gruppo di professionisti di Roma, E-Motiva e Roma Restyle, che hanno dimostrato grande apprezzamento per la mia musica». Il video ha la regia di Michele Vitiello e la consulenza di Niccolò Carosi.  Lo staff che ha seguito la realizzazione del videoclip è completato da Enrico Petrelli, Damiano Punzi, Federico Mancuso e Stefano Vitiello, che, coordinati da Carosi e Vitiello, vantano collaborazioni e produzioni con vari artisti di grande levatura e popolarita’ nel panorama della musica Italiana (e non solo) .

Il video è anche un viaggio dentro a Roma, tra i vicoli del centro storico, il lungotevere, la campagna romana con le vestigia romane. «Roma non è stato teatro del tutto casuale, essendo io molto legato affettivamente a quella città, dove tanti anni fa i mieigenitori si sono conosciuti e poi sposati, all’ombra del Cupolone, in un giorno di agosto del 1965».

«La musica, le canzoni, non come gabbie in cui imprigionare messaggi più o meno etichettabili, nove colonne che occupano il pentagramma per ostentare attualità che rilascino la patente del cantante moderno, che nella peggiore delle ipotesi, si vedrà garantiti quanto meno migliaia di passaggi in tutte le radio più importanti. Le canzoni, il sogno che nasce da una verità, quella nascosta in ognuno di noi. Le canzoni sono di tutti, nel momento in cui nascono, ognuno è’ autore del brivido che prova, semplicemente ascoltandole. Le canzoni sono leggere, a dispetto del carico di vita che spesso portano nel cuore, ma rimangono leggere, altrimenti non volerebbero. Le canzoni non devono prendersi troppo sul serio, cadrebbero nel ridicolo. Le canzoni non andrebbero mai spiegate, prima dello spettacolo, nemmeno un attimo prima della loro esecuzione, si correrebbe il serio rischio di costruire quella gabbia che renderebbe la canzone stessa inaccessibile a chi la ascolta, o vorrebbe provare a farlo. L’aquilone è un pensiero, un amore che sfugge agli occhi, un grido di dolore che solca i mari, un volo oltre il tempo che all’ultimo respiro torna indietro, e ti viene a prendere. Quante cose può essere, l’Aquilone. Appunto, il viaggio del cuore e il suo contrario, il vento che porta via e che restituisce, senza curarsi di cio’ che corre intorno a te, ma solo con il soffio lieve di un sogno recuperato, quando meno te lo aspettavi».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 18 febbraio 2019
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