Dal Giappone alla Casa davanti al sole per studiare il portavoce dei diritti dei minori

Due docenti universitari giapponesi ospiti della cooperativa sociale per studiare il"visiting advocacy", un progetto di eccellenza nel lavoro sociale a fianco dei minori

Avarie

Sono partiti dal Giappone per studiare nella nostra provincia il “visiting advocacy“, un progetto di eccellenza nel lavoro sociale a fianco dei minori.

Questa mattina, Satomi Eidome, dell’università di Oita, e Masatsugu Hori dell’università di Kumamoto Gakuen, due professori universitari giapponesi, sono stati ospiti delle comunità di accoglienza per minori della cooperativa sociale La Casa davanti al sole, di Venegono Inferiore.

I due professori stanno realizzando  in Giappone un progetto di ricerca per lo sviluppo dell’advocacy con i bambini e i ragazzi e sono interessati a comprendere e a prendere spunto dal progetto realizzato  dalla cooperativa, unica esperienza di advocacy strutturata presente sul territorio nazionale.

«Il progetto – spiegano i responsabili della cooperativa – vede la presenza di un portavoce, denominato operatore di advocacy, che incontra a cadenza settimanale i ragazzi accolti presso le strutture. La funzione del portavoce è quella di accogliere le eventuali preoccupazioni e istanze dei bambini e dei ragazzi e rappresentarle agli adulti da loro indicati, una prassi del tutto innovativa nel contesto nazionale dei servizi di tutela minorile».

La cooperativa ha importato la pratica professionale dell’advocacy dall’Inghilterra, dove alcuni operatori sono andati a studiarla. L’obiettivo è quello di istituire un’importante forma di garanzia per i bambini e i ragazzi che vivono fuori dal contesto familiare, perché possano esercitare il loro diritto ad essere  ascoltati e a partecipare, come previsto dalla Convenzione Onu dei Diritti dell’Infanzia del 1989.

«La presenza del portavoce – dico gli operatori della comunità – ha permesso all’equipe degli educatori di approfondire la riflessione nella presa delle decisioni rispetto alla quotidianità della vita dei minori accolti, dovendo in una certa misura “rendere conto” al minore, per il tramite di un altro adulto che riveste un ruolo professionale»

«Abbiamo voluto inserire questa figura perché può raccogliere un punto di vista assolutamente differente rispetto a quello che possono raccogliere gli educatori, per cui da una parte vi sono ragioni etiche che hanno portato la cooperativa a questo progetto, cioè il riconoscere il diritto dei bambini e dei ragazzi di essere ascoltati, dall’altra ragioni operative perché si facilita la possibilità di creare progetti condivisi anche dai bambini e dai ragazzi e quindi più funzionali».

La cooperativa ha attivato il servizio di “visiting advocay” dal 2012 prima in maniera sperimentale, per avviarlo successivamente in modo strutturato. Il servizio è stato oggetto di studio e valutazione da parte dell’Università Cattolica di Milano, con la supervisione della professoressa Valentina Calcaterra, docente di Metodologia del lavoro sociale, che ha descritto l’esperienza come “un’eccellenza nell’ambito dei servizi di tutela minorile”.

Sulle tematiche del diritto all’ascolto dei bambini  e dei ragazzi, su input della cooperativa è nata nel 2013 l’associazione “Advocacy-Tutela e voce dell’infanzia” che vanta diverse sedi aperte e in apertura su tutto il territorio italiano, con lo scopo di fare formazione sui diritti dei bambini e diffondere la pratica professionale dell’advocacy.

«I docenti giunti dal Giappone ci hanno spiegato che quando si sono messi a cercare esperienze di questo tipo si sono imbattuti nel nostro progetto e da qui i primi contatti che sono sfociati nella visita avvenuta oggi».

La cooperativa sociale La casa davanti al sole nasce nel 1984 da un gruppo di volontari e operatori sociali e opera nell’ambito della promozione dei diritti dell’infanzia, del sostegno alla famiglia, dell’affiancamento alle persone in situazioni di fragilità e del lavoro di comunità.  Nel 1987 è nata la prima comunità di accoglienza costituita in forma familiare.

«L’esperienza della comunità e il lavoro educativo portato avanti nel corso degli anni, ci fanno comprendere che per ottenere cambiamenti efficaci è necessario coinvolgere nell’intervento educativo le famiglie dei minori che ci vengono affidati e allargare lo sguardo rendendo partecipe al lavoro sociale anche la comunità territoriale – concludono i responsabili della cooperativa – Da trent’anni ormai, La casa davanti al sole si impegna nella valorizzazione del territorio nel quale opera e nella promozione delle risorse presenti nelle famiglie che lo vivono, per far emergere le risposte al bisogno proprio laddove esso si genera. Questo può accadere solo con il coinvolgimento attivo dei cittadini e delle famiglie che, con le proprie specificità, integrano l’agire degli operatori sociali».

Attualmente la cooperativa sta realizzando alcuni progetti di comunità nel territorio di Venegono Inferiore, con la realizzazione di un importante progetto di housing sociale sostenuto da Fondazione Cariplo, e di Varese dove aprirà a breve il centro “Una casa per le famiglie” in collaborazione con il Comune di Varese, l’Università Cattolica di Milano, e il sostegno di Fondazione Cattolica Assicurazioni, progetti  finalizzati a valorizzare la  partecipazione dei cittadini alla promozione di una comunità attiva, elemento fondamentale per la creazione di benessere sociale.

Avarie

di
Pubblicato il 04 marzo 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

Segnala Errore