Ais Gallo, il rapper varesotto che sogna di cambiare pelle esce con un nuovo brano

Sei sono i brani contenuti nell’album, tutti tra loro molto diversi. Bipolare, brano da cui prende il titolo l’album è il primo estratto

ais rapper

Ais riprende il termine inglese “ace” che significa “asso”, Gallo è il diminutivo del suo cognome. Insieme formano Ais Gallo, nome d’arte del rapper Christian Gallina, 26enne piemontese ma ternatese di adozione da molti anni.

«Si pronuncia eis – racconta l’artista -, e dovrebbe rappresentare insieme a Gallo l’opposizione tra due personalità completamente diverse che convivono in me, ma lo storpiano da sempre tutti pronunciandolo ais, come ice, ghiaccio in inglese, ma scritto in italiano e ormai ho accettato che possa rappresentare la parte di ghiaccio di me stesso ».

Scrive da sempre di tutto Christian, ma non è cresciuto con il sogno di sfondare come rapper, anzi. A 18 anni, però, conosce un gruppo di ragazzi di Besozzo ed entra per la prima volta in uno studio di registrazione. «Una sera andai in studio da loro e sapevo a memoria “Sulla luna” di Emis Killa – ricorda – . Mi chiesero di collaudare il microfono nuovo, la voce usciva bene, funzionava. Mi suggerirono di provarci davvero, di fare questa cosa seriamente e iniziai».

Così nel 2014 esce con il suo primo lavoro “Maschere mixtape”, testi inediti su basi edite di artisti americani. Un giro di rodaggio, come lui stesso lo definisce, un modo per allenarsi a far convivere in armonia parole e musica.  Ma iniziare una carriera nel mondo del rap comporta tanti live, tante “battle”, i modi tradizionali di farsi conoscere sulla scena e ottenere il rispetto del pubblico e dei big, esperienze che in quel momento Christian non è in grado di fare a causa di gravi problemi di salute. In seguito a un intervento all’apparenza molto semplice, infatti, riporta conseguenze determinate dell’anestesia totale: «dopo l’operazione non mi svegliavo. Da lì sono iniziati seri problemi di pressione, ad ogni minimo sforzo la pressione saliva e per due anni sono entrato e uscito dall’ospedale. Sono arrivato a pesare 49 kg, non stavo in piedi, come potevo fare dei live?».

I problemi fisici che sembravano non risolversi, la debolezza e la perdita improvvisa di due persone molto importanti nella sua vita hanno comportato conseguenze anche sul piano psicologico. Tre lunghi anni di buio, di confusa solitudine, di silenzio assordante, tre lungi anni finiti. «Chi ha sofferto di attacchi di panico o in generale di problemi psicologici non li supera mai. Ci convivi egregiamente, diventi più forte di tutti, ma quel velo di non posso inciampare rimane a vita. – racconta Christian – Se ora avessi davanti il me stesso di due anni fa? Lo prenderei a schiaffi, gli direi: svegliati!».

Ma da quel buio, o, come dice lui, da quel “casino di colori” che la depressione era, arriva un grido d’aiuto: Bipolare, il suo primo album di inediti uscito nel 2018, interamente autoprodotto e registrato nello studio di dj Telaviv, dj famoso per le sue collaborazioni con Emis Killa. Su uno sfondo bianco e nero la toppa di una serratura: «il bianco e nero rappresentano il tentativo di portare con i testi chiarezza nella mia situazione emotiva multicolor, la toppa perché dentro lì ho chiuso tutto quello che mi è successo in tre anni».

Sei sono i brani contenuti nell’album, tutti tra loro molto diversi. Bipolare, brano da cui prende il titolo l’album è il primo estratto.

Secondo estratto e altro brano a cui Ais Gallo è molto legato è Calcutta feat. Elisa Begni, ex frontwoman della band varesotta “Terza pietra dal sole” e attuale voce dei Bluedaze, amica e soprattutto persona che ha creduto in lui e nella sua arte e l’ha spronato a migliorarsi.

«Quest’album ha dei difetti e ne sono consapevole. Avrei dovuto proporre in brani a delle case discografiche, ma non avevo la testa per farlo, pensavo a scrivere per far del bene a me stesso, solo a posteriori mi sono reso conto che avrei dovuto sponsorizzarlo. Se mi sento arrivato? In realtà non mi sento ancora partito».

E per partire, questa volta davvero, sta facendo i salti mortali: studia musica e ha già scritto tre nuove canzoni in uno stile diverso rispetto ai precedenti, uno stile che sente più suo. Si ispira a Carl Brave, Franco126 e in generale alla scena rap romana con le sue influenze indie.

Mercoledì 3 aprile, è uscito il video di “Come Django”, ultimo estratto da Bipolare: “scriverlo è stata una follia, non farlo uscire mi sembrava una mancanza di rispetto verso me stesso e verso il pezzo. Mi ci è voluto un mese di lavoro, in ogni barra cito una scena di un film, 41 in totale, che collego alla mia vita. Starà a voi decidere come leggerlo, se cercarci i film, o cercarci me”.

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Pubblicato il 05 aprile 2019
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