Se il bambino è allergico: i test consigliati dai pediatri
Il test cutaneo in ambulatorio, l'esame del sangue o la somministrazione orale in ospedale: per ogni sospetta allergia la sua diagnosi
Accade soprattutto in primavera che raffreddori, occhi gonfi e irritazioni cutanee siano dovute a una qualche allergia. Quando succede nei bambini la diagnosi non è semplice, “ma se corretta può essere molto vantaggiosa”, assicura Alessandro Fiocchi sull’ultimo numero di “A scuola di salute”, la rivista a cura dei pediatri dell’Ospedale Bambino Gesù di Roma, dedicata questa volta ad analisi ed esami clinici per i più piccoli.
In particolare, per quanto riguarda le allergie, i pediatri sconsigliano soluzioni diagnostiche alternative: “Nessuna farmacia è dotata di test per l’allergia alimentare scientificamente validati”, si legge con riferimento alle analisi del capello o alla lettura dell’iride.
I test per individuare eventuali allergie nei bambini sono tre.
IL TEST CUTANEO
Tecnicamente si chiama Skin pik test (Spt) e si esegue in ambulatoriale appoggiando gocce di liquido con vari tipi di allergeni sulla pelle (di solito l’avambraccio). A questo punto la pelle viene scalfita (non ferita!) dal sanitario perché il liquido possa arrivare agli strati meno superficiali della cute e si attendono 15 minuti per osservare eventuali reazione di gonfiore in corrispondenza del contatto con gli allergeni.
IL PRELIEVO
Il Radio Allergo Sorbent test (o Rask), è un esame del sangue con cui si ricercano e si dosano gli anticorpi specifici delle allergie (IgE) e serve ad individuare eventuali allergie a sostanze ingerite o respirate. Spesso viene eseguito in caso di reazioni positive al test cutaneo, per una diagnosi più precisa.
LA SOMMINISTRAZIONE
Si tratta del test più affidabile nel caso di allergie alimentari ed è identificato con l’acronimo Tpo (Test di provocazione orale). Si svolge solo in ospedale e prevede la somministrazione graduale dell’alimento sospetto al piccolo paziente a digiuno.
Prima del test potrebbe essere posizionata un’agocannula al bimbo, ma solo per rendere l’intervento più tempestivo nel caso di reazione allergica grave. In ogni caso il bambino rimane in osservazione per almeno due ore dopo la somministrazione.
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