Aree di Confine, la proposta di legge in Commissione Finanze

L’obiettivo è trasformare l’iniziativa parlamentare in legge entro l’estate e puntare alla copertura economica in legge di Bilancio

Avarie

È stata ufficialmente assegnata alla VI Commissione Finanze della Camera dei Deputati la proposta di legge “Istituzione di un regime fiscale incentivante per i lavoratori residenti nelle aree di confine e dipendenti da imprese a venti sede nelle medesime aree” nata dal progetto “Aree di Confine”, sostenuto da Confartigianato Imprese Varese, dalle aziende e da molte amministrazioni comunali dell’alto Varesotto oltre che da Regione Lombardia e dal deputato della Lega Matteo Bianchi, che ha portato il documento all’attenzione del Parlamento «credendoci fino in fondo sin dal primo momento e coagulandovi attorno un importante consenso».

«Un risultato prezioso del quale, però, non possiamo accontentarci: è necessario che la proposta diventi legge e che abbia una copertura economica» commenta il presidente di Confartigianato Varese, Davide Galli, in prima linea dal giugno 2017 per ricercare una soluzione normativa al progressivo impoverimento economico del Luinese. «Tutto è cominciato quando, con una quindicina di imprenditori, abbiamo condiviso le problematiche di un comparto che risente del dumping salariale esercitato dal vicino Canton Ticino».

Una forza attrattiva che fa leva sull’elevato cuneo fiscale italiano e che comporta la fuga oltreconfine di molte delle professionalità attive nelle imprese locali, o da loro fortemente ricercate per processi di sviluppo o ricambio generazionale. «Parlando con chi opera in zona abbiamo compreso i connotati di un problema che rischia di esplodere: gli stipendi svizzeri sono più alti e per le aziende locali la lotta per trattenere i tecnici è impari». Di qui la definizione di un progetto di legge finalizzato ad aumentare il netto in busto a favore dei lavoratori che scelgano di rimanere nelle imprese italiane con sede entro i 20 chilometri dal confine con la Confederazione Elvetica.

«Una proposta nata dal basso, condivisa e sostenuta da numerosi Comuni e da tante imprese, depositata alla Camera dal deputato Bianchi della Lega nel luglio 2018 e oggi molto vicina ad
essere incardinata nella commissione alla quale è stata assegnata» rimarca Galli, che lancia un
appello al territorio: «Siamo a un passaggio strategico perché, se la proposta dovesse diventare legge entro l’estate, avrebbe la possibilità di ottenere una copertura economica nella legge di Bilancio che verrà votata a fine anno: per questo è necessario far sentire ancora una volta la nostra voce».

Una voce che si auspica bipartisan, «perché la desertificazione economica del Luinese è un problema al quale tutti dovrebbero interessarsi».

Sono 84 in tutto i firmatari della proposta di legge depositata da Bianchi e, tra questi, figurano due esponenti dell’altro alleato di Governo, il Movimento 5 Stelle: i deputati Nicolò Invidia – anche residente in provincia di Varese, a Maccagno – e Giovanni Currò. «Un segnale incoraggiante ma, lo ribadisco, per arrivare a destinazione occorre fare ancora una volta sistema».

Come quando la voce delle imprese fu ascoltata da tutti gli esponenti politici eletti in provincia in occasione di un incontro a Gallarate (aprile 2018) o come quando una serie di amministrazioni comunali deliberò di sostenere presso le istituzioni superiori l’intervento normativo, promosso a più riprese anche dal presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana.

«Mi rivolgo ancora alla Regione affinché spinga con sempre più convinzione a favore dei territori di confine – il Varesotto ma anche le province di Como e Sondrio – e spero che i sindaci, anche quelli che usciranno dalla tornata elettorale del 26 maggio, manifestino altrettanta attenzione nei confronti delle proprie imprese». Dopo le urne di fine mese, Galli scriverà ai neoeletti primi cittadini, nuovi o riconfermati, manifestando la propria disponibilità a illustrare l’iniziativa parlamentare e la sua genesi.

«L’impresa è una questione che riguarda i territori: spero che tutti ne siano ben consapevoli e che abbiano bene a mente la posta in gioco» conclude il presidente di Confartigianato Imprese Varese.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2019
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