Torna “calda” la questione dell’archivio del centro studi archeologici

Galeotto è stato un invito alla presentazione del ultimo numero di Sibrium. che ha creato un botta e risposta tra Bruno Belli e l'assessore Roberto Cecchi sul futuro del Centro studi archeologici

Bar di villa Mirabello chiuso per cambio gestione

Torna “caldo” il dibattito sull’archivio del centro studi archeologici, che è stato spostato per fare posto alla mostra di Guttuso ora in programma.

Galeotto è stato un invito, alla presentazione del 32esimo numero di Sibrium, la rivista che il centro produce periodicamente, che dà appuntamento agli interessati a Castelseprio anzichè a Varese, come d’abitudine.

Alla pubblicazione dell’invito è seguita una lettera aperta, destinata prevalentemente all’assessore alla Cultura, Roberto Cecchi, da parte di Bruno Belli, presidente dell’associazione “Prospettive culturali per Varese”: nella lunga lettera aperta Belli si domanda, tra l’altro:


Si tratta forse, di prove di una nuova collocazione fuori della città di Varese del «Centro di Studi Preistorici e Archeologici di Varese», fondato da Mario Bertolone che dei «Musei Civici» di Varese, partendo proprio da «Villa Mirabello» fu lo spirito non solo innovatore, ma, in effetti, il «moderno creatore», centro che ha avuto notevoli riconoscimenti di livello europeo e che, con una progettazione nuova e diversa in sinergia con il Comune di Varese avrebbe potuto dar vita a nuovi progetti più dinamici e maggiormente collaborativi? 
Una continua volontà, o incapacità, di far conoscere quello che non interessi a chi non conosce, in realtà, o non voglia approfondire, in modo capillare il territorio? Perché questo continuo silenzio? Perché si trascina da più di un anno la questione dell’eventuale rinnovo di una convenzione con lo storico «Centro di studi»?

Perché, un assessore che viene da fuori, e che, quindi, dovrebbe essere maggiormente «sopra le parti», dimostra, con i fatti, quasi di volere «tagliare le gambe» alle realtà varesine di qualità che, magari, non sono prone alle sole sue inappellabili scelte e si permettono il diritto di critica sancito dalla Nostra Costituzione? Uno schiaffo ed un dispregio nei confronti della migliore tradizione storica del luogo?

LA LETTERA INTEGRALE DI BRUNO BELLI

Alle domande, e alle neanche troppo velate accuse, l’assessore ha risposto “a giro di posta” con una altrettanto consistente e puntuale dichiarazione: innanzitutto ricordando i punti salienti del “tiraemolla” sul centro studi archeologici che dura da ormai oltre un anno, poi puntualizzando gli ultimi risultati raggiunti.

È difficile, stando così le cose sostenere che l’Amministrazione Comunale non si sia interessata in questi anni a conservare il CSPA presso di sé. Perché, invece, ha perseguito quest’obiettivo con determinazione e impegno senza mai essere corrisposta.

Adesso, si prefigurano altri scenari e si chiede conto all’amministrazione comunale, invece di dare delle risposte. Fortunatamente, il fondo CSPA a questo punto è tutelato con un provvedimento di vincolo esplicito. Interverremo nel procedimento perché c’è un nesso evidente tra Varese e il Centro di Documentazione che non può essere spezzato unilateralmente.

LA RISPOSTA INTEGRALE DELL’ASSESSORE

 

 

 

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2019
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