“Siamo disoccupati” ma lavoravano in Svizzera

La Guardia di Finanza della Compagnia di Olgiate Comasco ha denunciato otto persone. Accertate indebite percezioni di denaro pubblico per oltre 100.000 euro

Guardia di finanza Olgiate Comasco

Percepivano l’indennità di disoccupazione ma in realtà lavoravano in Svizzera. La Guardia di Finanza della Compagnia di Olgiate Comasco, guidata dal capitano Jacopo Giusti, ha denunciato otto persone, italiane residente nell’olgiatese.

Nell’ambito delle attività alla lotta agli sprechi di denaro pubblico i finanzieri della Compagnia di Olgiate Comasco hanno accertato l’indebita percezione della nuova assicurazione sociale per l’impiego (N.A.S.P.I.),  nota come “indennità da disoccupazione”, da parte di queste otto persone che, di fatto, avevano un regolare impiego sul territorio della Confederazione Elvetica.

Gli accertamenti sono stati eseguiti nei confronti di lavoratori frontalieri i quali, nonostante percepissero l’indennità sociale, risultavano essere ancora in possesso del permesso di lavoro “G” rilasciato dalle autorità elvetiche.

Avviati controlli incrociati di banche dati e documenti, i finanzieri hanno approfondito le posizioni contributive e previdenziali relative alle otto persone per le quali non risultava interrotta la carriera assicurativa in Svizzera: lavoravano quindi in concomitanza con i periodi di percezione dell’assegno di disoccupazione.

I controlli hanno preso in considerazione le indennità erogate negli anni 2016, 2017 e 2018 ed hanno permesso di accertare indebite percezioni di vari importi, a seconda dell’entità dell’assegno di disoccupazione (dai 5.000 € sino ai 20.000 € annui), per un totale di 105.000 euro.

Gli 8 cittadini italiani sono stati denunciati alla Procura della Repubblica presso il Tribunale di Como per il reato previsto dal codice penale, “Indebita percezione di erogazioni a danno dello Stato”, mentre le erogazioni a titolo di disoccupazione saranno sospese al fine di procedere al recupero di quanto illegittimamente percepito.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 14 giugno 2019
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