Il Piantone verrà tagliato a fine luglio: ma la sua memoria vivrà in via Veratti

Gli studi di Palazzo Estense mostrano che la salute del cedro è compromessa e che le sue attuali condizioni creano un problema sicurezza. Nell'incontro al salone Estense si è pensato al dopo

Il "piantone" è al lumicino

Salute compromessa, problema sicurezza e memoria da mantenere viva per sempre: sono questi i tre temi emersi nel corso della serata dedicata al Piantone di via Veratti.

L’appuntamento, che ha visto la partecipazione del vicesindaco Daniele Zanzi e dell’assessore all’ambiente Dino De Simone, si è svolto venerdì 21 giugno alle 21.00 nel Salone Estense: l’obiettivo era quello di condividere insieme a tutti i varesini i prossimi passi legati allo storico cedro dell’Atlante, oggetto negli ultimi mesi di uno studio voluto da Palazzo Estense. 

Dopo il piantone

DE PRUFUNDIS PER IL CEDRO: PROBABILMENTE SARA’ TAGLIATO A FINE LUGLIO

Gli studi effettuati mostrano, purtroppo, che il cedro dell’Atlante è irrimediabilmente morto.

«Il Piantone – ha affermato Dino De Simone – è parte della storia di Varese. Le sue condizioni ci rattristano, ma dobbiamo guardare avanti. A spingere questa nostra decisione è stato essenzialmente il fattore sicurezza: lasciare ancora a lungo il cedro così come è ora, infatti, potrebbe portare a seri rischi per l’incolumità di quanti passano ogni giorno in via Veratti».

Per questo, una cosa è certa: la sua vita da piantone è finita. «Probabilmente sarà rimosso intorno a fine luglio» ha dichiarato Daniele Zanzi (che, prima ancora che vicesindaco, è un agronomo di fama internazionale) aggiungendo: «Magari si tratterà solamente di un taglio parziale, per mettere in sicurezza i rami più a rischio, ma non si può più aspettare».

«Il piantone è come un uomo anziano che ad un certo punto sia stato lasciato nudo sul balcone con la polmonite – ha continuato Zanzi – Tutte le piante hanno un equilibrio delicatissimo e, al di là dell’inquinamento, dell’allargamento delle strade, dei funghi, qualcosa a un certo punto è successo».

Prima dell’irreparabile, l’agronomo Zanzi aveva però provveduto a perpetuarne la vita: ha creato un clone del piantone. «L’ho fatto anche per la pianta di Napoleone a Villa d’Este, mi sono preoccupato di farlo anche per il piantone».

Un clone presentato anche nell’incontro: a riprova della sua effettiva esistenza. «Non è opportuno che questo clone sia ripiantato nello stesso punto, vista la sofferenza che la cementificazione di quel punto porta» ha dichiarato il vicesindaco.

Dopo il piantone
Il clone, presentato da Daniele Zanzi e Dino de Simone

DAL TRONCO DEL PIANTONE LA STORIA DI VARESE

L’amministrazione è già al lavoro sul dopo: il simbolo resterà e saranno i cittadini a scegliere quello che sarà il futuro dello storico spiazzo in via Veratti.

La proposta lanciata da Palazzo Estense prevede innanzitutto di realizzare, al posto del cedro, un’opera dal titolo Ci vediamo al Piantone! Che può raccontare la storia di Varese vista dall’albero di via Veratti.

Un’opera, che utilizza una sezione del suo tronco tagliato che narra, attraverso i cerchi contenuti al suo interno, narrare con l’ausilio di grafiche e pannelli quanto avvenuto in corrispondenza degli anni dei cerchi nella Città giardino. Ma non è l’unica: «Si può anche utilizzare parte del tronco tagliato per realizzare sculture, o prender piccoli pezzi per realizzare dei ricordini che, a pagamento ma senza fini di lucro, sia destinato a progetti di valorizzazione del patrimonio arboricolo».

Intanto si studia la possibilità di piantare, in parchi e scuole della città, alcuni “cloni” del Piantone, realizzati tramite innesti di quelle parti del cedro ancora recuperabili.

Dopo il piantone
il primo progetto presentato

UN LIBRO PER IL PIANTONE

La chiamata alla partecipazione, però, non finisce qui. La vita del Piantone diventerà un libro – dal titolo “Cedro una volta” – e a scriverlo saranno tutti coloro che hanno un ricordo particolare legato al cedro di via Veratti. La raccolta di pensieri e racconti proseguirà sul web, all’indirizzo email piantone@comune.varese.it.

LE PRIME PROPOSTE DAL PUBBLICO

Tra i presenti, sono arrivate subito le prime proposte. Ad esempio, per Giuseppe Terziroli «Si può dedicare quell’angolo alla letteratura, come è successo per il giardinetto dedicato a Liala». Per il consigliere comunale Valerio Crugnola «Si potrebbe pensare di “monumentalizzare” ciò che resta dell’albero, a ricordo di ciò che è successo. Una sorta di monumento parlante». Per Alberto Lavit, «Si potrebbe affidare a uno scultore del legno di fama internazionale, come Giuseppe Penone o Emilio Isgrò, il suo tronco: potrebbe nascerne una attrazione turistico-culturale».

Le proposte non sono finite qui: fino a lunedì 8 luglio, infatti, i varesini potranno presentare all’amministrazione comunale le loro idee alternative, inviandole per mail a piantone@comune.varese.it. Quelle che risponderanno alle caratteristiche di fattibilità economica e progettuale verranno poi inserite all’interno di un sondaggio pubblico e saranno quindi i cittadinia scegliere la proposta definitiva.

 

 

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 21 giugno 2019
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