Primo consiglio senza esclusioni di colpi

Duro scontro tra il vicesindaco Alfonso Minonzio e Stefano Frattini, Lega e Indipendenti. La maggioranza fa quadrato e contesta alcuni lavori in corso: “La ciclabile in paese non ha alcun senso"

Consiglio Comunale Gazzada Schianno 2019

Un consiglio comunale che si apre tra “fuochi e fiamme” e che solo sul finale torna al confronto pacato. Troppe questioni aperte, attriti e frizioni che hanno caratterizzato l’ultimo mandato Bertuletti-Maffiolini e appesantito la campagna elettorale.

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E così, dopo il giuramento del nuovo sindaco Paolo Trevisan, si è aperto lo scontro, diretto e senza mezzi termini tra Stefano Frattini, l’unico componente del gruppo Lega e Indipendenti apertamente schierato con Salvini, e Alfonso Minonzio, in passato sindaco di Gazzada Schianno e oggi vicesindaco: «L’unione innaturale di due liste profondamente differenti, cattolica e di sinistra,  ha consentito la “vittoria” di Trevisan – ha esordito Frattini-. Una vittoria di Pirro, poiché in una maggioranza comune Carabelli, in virtù delle 137 preferenze ottenute, più del doppio di Minonzio,  sarebbe stato sicuramente vicesindaco.
La sua delega agli eventi culturali è di fatto un ripiego, con una sorta di incompatibilità formale, essendo Carabelli presidente della Pro Loco.
È storia vecchia, Minonzio non solo è vicesindaco, ma si occupa del coordinamento del personale comunale e degli uffici, dell’urbanistica e del sociale; in sintesi é il sindaco effettivo.
Ma Minonzio è anche amministratore unico di Aspem Reti, nomina ratificata dal sindaco di Varese Galimberti.

In questa giunta anomala è presente anche il dottor Carimati, uscito dalla porta è rientrato dalla finestra, poiché, penalizzato dal risultato elettorale, è stato richiamato in qualità di assessore esterno ai lavori pubblici. Una giunta probabilmente nelle mani decisionali di Minonzio e di Carimati.  In sintesi, si evince come Trevisan, che ha accantonato le sue idee di estrema sinistra, possa essere solo un sindaco di facciata».

Più volte Frattini ha sottolineato come la la sua lista avesse presentato il certificato dei carichi pendenti, in modo  da dimostrare che nessuno dei propri candidati avesse procedimenti penali in corso.

L’intervento non è piaciuto ad Alfonso Minonzio che ha preso la parola e ribattuto punto per punto al consigliere di minoranza: «È stata una campagna elettorale vergognosa, tutta incentrata su attacchi alla mia persona. È arrivato il momento di fare chiarezza. La questione dei carichi pendenti riguarda me: voi credete che io debba dimostrare di non avere conti aperti con la giustizia. Ebbene non ne ho bisogno perché è così, non ho nulla da dimostrare: sono stato oggetto di due querele, una riguardava Aspem Reti ed è già stata archiviata da Politi, l’altra riguarda la gestione del Lido della Schiranna ed è una vecchia vicenda (qui l’articolo). Non c’è niente che mi possa impedire di svolgere le mansioni che mi sono state assegnate, nel massimo della correttezza. Mi spiace solo che chi mi ha infangato questa sera non sia qui, tra il pubblico – ha concluso Minonzio – Lo avrei guardato volentieri in faccia»

E poi la stoccata finale a Frattini: «Non volevamo vincere le elezioni con il 50 per cento, volevamo vincere e così è stato. Se i cittadini non vi hanno riconfermato è perché avete lavorato male. È un segnale ben preciso. Rifletteteci».

Dopo gli interventi di Carimati, Carabelli e tutti quelli chiamati in causa da Stefano Frattini è toccato a Francesco Bosco riportare il dialogo sui temi più concreti: «Grazie a tutte le oltre 400 persone che ci hanno votato – ha detto – saremo minoranza ma non opposizione. Alla nuova amministrazione chiediamo solo di poter partecipare attivamente al monitoraggio dell’attuazione del programma: sarebbe opportuno un confronto, magari ogni sei mesi».

Anche i singoli punti del programma della lista “Futuro Comune”, quella del sindaco Trevisan, sono stati oggetto dell’osservazione di Lega Indipendenti e soprattutto sul progetto delle pista ciclabili, in costruzione, si aperto un dibattito che lascia presagire correzioni “in corso d’opera”: «Abbiamo capito l’esigenza di soddisfare Pedemontana (si tratta di opere realizzate con denaro proveniente dalle compensazioni ndr.) – ha detto Carimati- ma a mio avviso le piste ciclabili vanno realizzate in luoghi idonei, non in paesi tortuosi come il nostro. Abbiamo visto quel che avete fatto a Schianno, nella zona del Circolino: alzando il muro avete ristretto la carreggiata, in quella zona i camion faticheranno a passare. Dobbiamo trovare una soluzione».

Marco Maffiolini, ex assessore ai Lavori Pubblici ha difeso il suo operato e ha spiegato il senso di alcuni progetti già partiti e di altri che richiedono di non essere abbandonati, come quello di ristrutturazione dell’impianto di riscaldamento del plesso scolastico. Infine Frank Garrì nel suo intervento ha citato anche Cristina Bertuletti: «Non avete fatto nulla per arginare il sindaco che sui social scriveva pensieri filonazisti, i cittadini non ve lo hanno perdonato. Avreste dovuto prendere una posizione netta:  o si è contro il fascismo o si è fuori dalla storia». Tra il pubblico tanti volti che per molto tempo non si erano più visti ai consigli comunali.

Paolo Trevisan torna da sindaco a Villa De Strens

 

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Pubblicato il 11 giugno 2019
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