Toto-assessore a Palazzo Estense, Bruno Belli si sfila
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla redazione da Bruno Belli, presidente di «Prospettive culturali per Varese», in merito al toto-assessorato del quale si sta discutendo in questi giorni in città
Riceviamo e pubblichiamo la lettera inviata alla redazione da Bruno Belli, presidente di «Prospettive culturali per Varese», in merito al toto-assessorato del quale si sta discutendo in questi giorni in città dopo le dimissione dell’assessore a Cultura e Turismo Roberto Cecchi.
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Gentile redazione,
In questi giorni, più testate giornalistiche hanno riportato notizie nelle quali si afferma che stiano facendo e valutando i nomi degli eventuali «papabili» assessori alla cultura del Comune di Varese, tra i quali, bontà di chi l’ha pensato, è stato fatto anche il mio. Chiedo gentilmente di depennare il mio nome da ogni previsione. Sebbene ritenga che il Sindaco Davide Galimberti, che, d’altra parte, ha dichiarato più volte che terrà la delega ancor per alcun tempo, quindi è comunque prematuro il gioco del «toto assessore», certamente non mi interpellerà, al tempo stesso ci tengo ad affermare che declinerei gentilmente, ma in modo fermo, l’eventuale invito. Ritengo, infatti, che, per compiere un buon lavoro, con la serenità e la convinzione utili ad assumere una carica così delicata soprattutto nella nostra città, l’anno e mezzo effettivo che resta – con la fine del 2020 scatterà la campagna elettorale, sempre che non sia iniziata già prima – la città di Varese abbia bisogno soltanto di un «traghettatore» che, dati i tempi reali rimasti, non possa certo impostare un progetto dettagliato e poliedrico in conformità a una «visione d’insieme» personale che sia accettata e condivisa, indipendentemente da qualunque sia il Sindaco in carica, giacché l’assessore uscente ha tracciato linee ben marcate difficilmente, oggi, modificabili ed alterabili. Siccome, pur avendo, da più di qualche anno, una precisa idea di come dovrebbe agire e che cosa dovrebbe effettuare un assessore alla cultura a Varese ed avendo chiari i temi d’affrontare, tanto più essendo il mio eventuale progetto, impostabile e agli antipodi di quello tracciato da Roberto Cecchi in questi tre anni, non potrei mai accettare serenamente una condizione di limitata azione e di semplice «manutenzione», perché, siccome cerco sempre di impegnarmi seriamente nelle cose che affronto, ma soprattutto con una certa libertà d’azione che si ha soltanto con la fiducia reciproca sia da parte di chi offre un ruolo sia da chi lo accetti, credo che, non sussistendo al momento tali condizioni, non mi meriterei lo stipendio tanto che mi sembrerebbe di non guadagnare meritoriamente e di prendere in giro i miei concittadini. Altra sarebbe la mia disponibilità solo di fronte ad una fiducia espressa all’inizio di un quinquennio amministrativo, laddove si siano comunque chiariti ed accettati i termini di un progetto concreto.
Bruno Belli.
Presidente di «Prospettive culturali per Varese».
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