Dove arriverà Open Fiber nel 2019

Varese e Busto Arsizio, le due “aree nere” della provincia per Open Fiber, sono già state raggiunte. Ma sono molti i cantieri che apriranno in provincia entro il 2019. Eccoli

Riparazione di Via Crosa per ripristino open fiber

I loro cantieri sono stati (e non è ancora finita) la croce di Varese e e lo stanno diventando per Busto Arsizio, ma sono anche un’opera molto attesa in tutta la provincia, per le benefiche conseguenze che proprio questi lavori possono portare alla vita delle aziende e dei privati: parliamo di Open Fiber, il grande piano nazionale che sta portando la fibra in tutta Italia grazie ad un accordo che prevede un piano da circa 40 milioni di euro per la concessionaria dei bandi pubblici Infratel, legati al Ministero per lo Sviluppo Economico.

Un piano che viaggia su due progetti: uno che vede Open Fiber come operatore privato, e che abbraccia le cosiddette “aree nere” quelle dove esiste una precisa domanda di mercato per la fibra e uno che vede Open Fiber come vincitore di bandi pubblici e concessionario delle infrastrutture, che resteranno pubbliche, per vent’anni, per aiutare a cablare quelle zone che non hanno una richiesta di mercato sufficiente.

COME NASCE OPEN FIBER, E CHI RAGGIUNGE

Il 3 marzo 2015 il Consiglio dei Ministri ha approvato la Strategia italiana per la banda ultra larga, con l’obiettivo di colmare il ritardo digitale del Paese sia sul piano infrastrutturale che su quello dei servizi, in linea con gli obiettivi dell’Agenda Digitale Europea. La Strategia italiana per la banda ultra larga prevede entro il 2020 la copertura ad almeno 30 Mbps per tutti i cittadini italiani e la copertura ad almeno 100 Mbps per l’85% della popolazione.

È tale contesto che nasce Open Fiber S.p.A., società costituita da Enel nel dicembre 2015 con l’obiettivo di realizzare l’installazione, la fornitura e l’esercizio di reti di comunicazione elettronica ad alta velocità in fibra ottica su tutto il territorio nazionale. Il piano di Open Fiber mira a garantire la copertura delle maggiori città italiane e il collegamento delle aree industriali.

Open Fiber non vende direttamente al cliente finale i servizi in fibra ottica, ma è attiva esclusivamente nel mercato all’ingrosso (wholesale only), offrendo l’accesso a tutti gli operatori di mercato interessati.

Nelle aree a successo di mercato (Clusters A e B o “aree nere”), dove c’è un’area di mercato ben stabilito e c’è concorrenza, dove insomma c’è un terreno fertile per l’offerta di questo tipo di servizi. In queste aree c’è circa il 60% della popolazione italiana, la rete verrà costruita interamente in fibra ottica fino alla casa del cliente con tecnologia Fiber To The Home (FTTH) con investimento esclusivo di Open Fiber., da operatore privato. Nel caso della provincia corrispondono alle aree di Varese, Busto Arsizio, Saronno e Gallarate.

Nelle aree a fallimento di mercato (Clusters C e D o “aree bianche”), cioè aree n cui fino ad oggi gli operatori tradizionali non hanno investito, perchè non c’era una risposta di mercato tal e per giustificare nuovi investimenti, le zone dove è piu marcato il digital divide.

La rete verrà realizzata con tecnologia FTTH e FWA (Fixed Wireless Access), grazie al fatto che la sociatà ha vinto dei band per coprire una serie di aree italiane per un totale di 6775 comuni gestite da Infratel – che manterrà la proprietà della rete, affidata in concessione a Open Fiber per 20 anni – per la costruzione, gestione e manutenzione dell’infrastruttura in banda ultra larga.  Qui Open Fiber si fermerà non oltre 40 metri dall’abitazione, in un pozzetto vicino al condominio, prima della proprietà privata e portano la firbra in casa solo su richiesta dell’operatore.

GLI OPERATORI CHE HANNO ADERITO

Come detto, Open Fiber non si rivolge direttamente al cliente ma agli operatori telefonici che poi venderanno il servizio. Sulle “aree nere” (per le “aree bianche” sono in corso in queste ore le prima firme di accordo) il primo ad aderire, a Varese e in provincia, è stato Wind. Ora offrono la fibra “portata a casa” da Open Fiber anche Eolo, Vodafone, Tiscali e altri sei di dimensione minore.

“Fibra ottica” significa innanzitutto maggiore velocità e stabilità, con un cavo in fibra ottica che arriva direttamente in casa (FTTH) e non solo fino all’armadio in strada (FTTC). Attualmente, solo la fibra può garantire 1000mega di  ad invocarla sono in molti di più di questa lista ad invocarla, ma in alcuni casi a sproposito. Prima di siglare un nuovo contratto, accertatevi che si tratti veramente di un contratto per la fibra ottica, e non di un normale contratto Adsl “potenziato”. I termini “ultra” “mega” “iper” fibra sono nella maggior parte dei casi delle denominazioni commerciali.

Una questione di cui si è occupato il garante per le telecomunicazioni: da un po’ di tempo a questa parte chi propone la fibra si riconosce, nelle pubblicità, per il fatto che esibisce un “bollino verde” che denota la Fibra “to the home”, cioè fino a casa.

I CANTIERI APERTI

Varese e Busto Arsizio, le due “aree nere” della provincia per Open Fiber, sono già state raggiunte, e non solo i lavori sono molto avanti, ma sono già molti i clienti che utilizzano la fibra con diversi operatori grazie alle infrastrutture posate da Open Fiber. Altre due “aree nere”, Saronno e Gallarate, non sono a piano quest’anno, ma sono tra le 271 città in cui lavoriamo come operatore privato (Cluster A&B)

Sono molte però anche le “aree bianche” che stanno per partire o sono appena partite in provincia. Ecco la lista di tutto ciò che partirà nel 2019

I CANTIERI APERTI O IN APERTURA

Cavaria con Premezzo
Venegono Superiore
Casorate Sempione
Carnago
Angera
Gorla Minore
Marnate
Cittiglio
Gorla Maggiore
Brebbia
Solbiate Arno
Jerago con Orago
Maccagno con Pino e Veddasca
Luino
Cocquio – Trevisago
Albizzate
Bisuschio
Oggiona con Santo Stefano

IN CONFERENZA DEI SERVIZI (Cantieri aperti entro l’anno)

Besozzo
Grantola
Laveno-Mombello
Azzio
Brunello
Buguggiate
Sangiano
Bregano
Malgesso
Monvalle
Leggiuno
Luvinate
Comerio
Castiglione Olona
Barasso
Besano
Caravate
Casciago

di stefania.radman@varesenews.it
Pubblicato il 08 luglio 2019
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Commenti

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  1. Scritto da Luigi Caruggi

    Più che aprire nuovi cantieri , consiglirei di cominciare a finire quelli già aperti , cosi le strade interessate dai lavori di posa , non sarebbero in condizioni di scarsissima sicurezza , gli utenti a distanza di più di un anno dall’inizio lavori forse potrebbero abbonarsi al servizio .

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