In Senato nasce una nuova maggioranza

Il Senato respinge la proposta leghista di votare la sfiducia a Conte già domani: il Premier sarà in aula il 20 agosto

voto senato

C’è una nuova maggioranza in parlamento che va dal PD al Movimento 5 Stelle passando per LeU e alcuni altri gruppi di opposizione. È quella che è emersa nel voto per decidere di calendarizzare la sfiducia al governo Conte già domani, una proposta respinta. La crisi approderà dunque in parlamento quindi il 20 agosto con le comunicazioni del Premier sulla crisi.

Colpo di scena in aula con Salvini che ha proposto al Movimento 5 Stelle un accordo per andare a confermare il taglio dei parlamentari (a cui manca solo la quarta votazione alla Camera) e poi andare a votare subito. Con questa proposta il taglio si attuerebbe non nella prossima legislatura ma in quella successiva dal momento che servirebbero mesi per l’attuazione del taglio tra i tempi del referendum e il ridisegno dei collegi elettorali. Secondo i pentastellati, però, l’apertura di Salvini sarebbe sincera solo ritirando la sfiducia al governo che, se fosse stata votata già il 14, avrebbe bloccato tutto.

In tutto questo c’è anche l’apertura di Matteo Renzi per un governo no tax per evitare l’aumento dell’IVA previsto per il 2020 (LEGGI QUI).

La cronaca dal Senato

Nell’aula di Palazzo Madama i toni sono stati subito accesi con Massimiliano Romeo della Lega e Ignazio La Russa di Fratelli d’Italia che hanno chiesto di anticipare la votazione sulla mozione di sfiducia a domani (dopo la commemorazione per il ponte Morandi, ndr) e Forza Italia con Anna Maria Bernini che propone di votare addirittura già oggi.

Bagarre quando ha preso la parola Matteo Salvini. «L’Italia vuole avere certezze e cosa c’è di più bello, lineare, trasparente e dignitoso che dare la parola al popolo» chiede il leader leghista. Salvini si rivolge direttamente a Renzi che «vedendo i distrati che ha fatto è umanamente comprensibile che non voglia lasciare la poltrona». Il colpo di scena è quello che Salvini apre al taglio dei parlamentari: «Tagliamo settimana prossima i 345 parlamentari e poi andiamo a votare, noi ci stiamo». Salvini si riguarda poi ai 5 Stelle. «Ci avete chiesto una cosa, missione accettata: tagliamo per la prima volta insieme i parlamentari e poi si vota il giorno dopo».

«Mettere la fine a questo governo è una benedizione per l’Italia -ha detto in aula il capogruppo del PD Andrea Marcucci-. È Salvini che ha la responsabilità di quello che è successo alla nostra economia, ai nostri lavoratori e anche alle nostre istituzioni con minacce pesanti». Anche Marcucci continua a rivolgersi a Salvini nel suo intervento. «Io qualche volta ho paura di lei, ho paura dei suoi modi, di quello che dice e quindi difendo le istituzioni: apriremo questa crisi nel rispetto della democrazia e del nostro Paese». Il PD quindi conferma quello che è stato deciso ieri dalla conferenza dei capigruppo di ascoltare il presidente del consiglio il 20 agosto. Pochi minuti prima della seduta, tra l’altro, Matteo Renzi ha invece aperto la strada ad un governo no tax per evitare l’aumento dell’IVA (LEGGI QUI).

Una posizione ribadita, con toni ancora più accesi, da Liberi e Uguali. «Lei non ha risposto dello spirito repubblicano e dei nostri valori repubblicani -ha scandito Lorenda de Petris-. Siamo una democrazia parlamentare ancorata ai valori che qualcuno non ricorda e quindi non possiamo che confermare la proposta del 20». Fratelli d’Italia, per bocca del suo capogruppo Luca Ciriani, sposa la posizione di Salvini: «Taglio dei parlamentari sì ma con la certezza della data del voto». La richiesta di accelerazione arriva anche da Forza Italia: «Aspettare fa solo perdere tempo -dice Lucio Malan-. Pensare a formare un governo innaturale diciamo no. Noi pensiamo che debbano decidere gli italiani: c’è bisogno di una politica seria per l’Italia».

«Chiedo a Salvini se è sicuro di cosa sta facendo e dove sta tornando Salvini» attacca invece Stefano Patuanelli del Movimento 5 Stelle secondo cui «l’unica cosa che non ci intimorisce è andare al voto, noi non abbiamo mai paura di chiedere la parola dei cittadini». Ma in questo senso «Salvini ha tolto qualunque valenza politica alla discussione perché la proposta di votare il taglio dei parlamentari deve essere con un governo in carica».

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di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 13 agosto 2019
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