Mayo, il veterano che ama l’Italia e che vuole “tenere calmo” Caja

Il playmaker della Openjobmetis, è soprannominato "Generale del parquet": " Sappiamo che il sistema del coach funziona: i risultati arriveranno"

Presentazione Josh Mayo Enerxenia

Nel giorno in cui Pallacanestro Varese ha annunciato il prolungamento (triennale) della denominazione del palasport, che resterà quindi “Enerxenia Arena”, è toccato al playmaker titolare Josh Mayo presentarsi nelle sale di Villa Augusta, appunto sede di Enerxenia, accolto dall’amministratore delegato di Acsm Agam (la società capofila) Paolo Busnelli. Mayo sarà un giocatore chiave nello scacchiere biancorosso

CHI È

Nato in Indiana (a Munster) e cresciuto nel college di Chicago Illinois, Josh Mayo è stato quasi un “chiodo fisso” per il triumvirato formato da Conti, Caja e Bulgheroni per cui il playmaker è stato fin da subito un obiettivo importante di mercato. Classe 1987 è ormai all’undicesima stagione da “pro” e la sua carriera si è sviluppata interamente in Europa, Italia compresa visto che è stato una pedina importante di Montegranaro, Roma (in A) e Scafati (in A2). Nelle ultime tre stagioni ha giocato a Bonn, formazione di medio-alto livello in Bundesliga, con partecipazione anche alla Champions League.

COSA HA DETTO

SULL’ITALIA – «Sono molto contento di essere tornato in Italia con la mia famiglia: il vostro Paese mi piace, la gente è accogliente e qui a Varese mi sono trovato fin da subito molto bene a partire dall’appartamento che ho ricevuto, grande e adatto alle nostre esigenze. In cmapo spero di poter raggiungere il maggior numero di obiettivi con i miei compagni e con tutta la società».

GENERALE DEL PARQUET – «Ringrazio chi dice di me che sono un “floor general”: probabilmente dopo 10 anni di carriera da professionista su tanti campi ho acquisito un’esperienza che mi ha portato i “gradi”. Spero di potere confermare questa definizione anche a Varese con la mia nuova squadra»

CON CAJA, DA PLAY – «Quello utilizzato dalla Openjobmetis è per me è un sistema di gioco davvero molto nuovo e questo vale anche per i compagni. Stiamo imparando e lavorando molto per portare in campo quello che ci chiede l’allenatore. Il mio compito è quello di trasmettere quello che vuole Caja agli altri giocatori: sappiamo che questo sistema darà i suoi frutti ma dobbiamo aiutare Caja, anche a farlo stare calmo».

JEREMY AND CO. – «Tra me e Jeremy Simmons (già compagni di squadra a Scafati in passato ndr) c’è una grande amicizia, ci conosciamo da tanto tempo e in campo abbiamo un’intesa importante. Per quanto riguardai i compagni, mi pare di vedere che nessuno voglia mettere il proprio “ego” davanti a tutto: in un sistema di gioco come il nostro, questa cosa è fondamentale».

SUL CONTRATTO BIENNALE – «A questo punto della mia carriera, il fatto di legarmi a una società e a una città per più di un anno è importante per la stabilità personale e familiare. Per quanto riguarda gli obiettivi sportivi, mi piacerebbe, in queste due stagioni, migliorare i risultati degli anni precedenti».

SUL CAMPIONATO ITALIANO – «Credo che la Serie A, come quella tedesca sia un torneo duro in cui nessuna partita può essere data per scontata. Il livello della competizione nei due campionati è simile e ho avuto occasione di seguire la Serie A anche perché in coppa abbiamo giocato contro Venezia e Avellino. In quelle circostanze, contro le italiane, abbiamo disputato ottime prove: insomma, il livello è buono ma sono abituato».

TUTTI I NUOVI ARRIVI

Tepic – Jakovics e Gandini – Vene – Peak – Clark

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 20 settembre 2019
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