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Openjobmetis, reazione paurosa: la prima vittoria è un trionfo

I biancorossi dominano a Trieste e seppelliscono i giuliani con 30 punti di distacco; decisivo il primo tempo. Mayo stavolta è favoloso (43 di valutazione)

pallacanestro varese basket

Da brutto anatroccolo a cigno: nel giro di tre giorni la Openjobmetis si trasforma completamente ed espugna con un incredibile “trentello” (62-92) il campo di Trieste, squadra che al contrario arrivava da una quasi vittoria a Venezia e che invece è stata letteralmente distrutta sul parquet di casa.

In pratica la formazione di Caja ha riservato ai giuliani lo stesso trattamento ricevuto dal Banco Sardegna non più tardi di giovedì: precisa in attacco, granitica in difesa, capace di non abbassare (quasi) mai i ritmi e di stroncare ogni velleità di rimonta degli avversari. Certo, c’è stato un momento a cavallo tra terzo e quarto periodo che ha fatto venire un “brividino” ai tifosi biancorossi, ma la perfezione non appartiene a questo mondo: non appena Trieste è tornata a incespicare, la Openjobmetis ha chiuso i conti.

A spingere Varese soprattutto un clamoroso primo tempo, concluso a quota 54 punti segnati (e appena 25 subiti), grazie a 20′ di onnipotenza di Josh Mayo, il giocatore uscito più malconcio dal match con Sassari. Il playmaker ha messo insieme una prestazione da favola, conclusa con 32 punti, 7 assist, 5 recuperi e un commovente 43 di valutazione e ha ispirato a turno anche diversi compagni di squadra a partire dal “sodale” Simmons che ha fatto le onde sotto i tabelloni. Con la prestazione dell’Allianz Dome, dunque, la Openjobmetis muove la classifica e spazza via i dubbi emersi dopo il pessimo esordio, ritrovando anche precisione nel tiro pesante e quei meccanismi difensivi che Sassari aveva fatto saltare. All’orizzonte, tra l’altro, una delle partite più attese dal pubblico biancorosso, quella (a Masnago) contro la Fortitudo Bologna che ha vinto le prime due gare da neopromossa. Non ci resta che scoprire quale “versione” di Varese si presenterà in campo, anche se probabilmente si andrà verso una “normalizzazione” della squadra dopo questi alti e bassi clamorosi.

Ubi Mayo, minor cessat

COLPO D’OCCHIO

Solito pienone al palasport di Trieste dedicato a Cesare Rubini, grande rivale della Ignis ai tempi del Simmenthal. Oltre 4.200 gli abbonati della formazione alabardata, dato che conferma la città giuliana come piazza davvero caldissima e appassionata a questo sport. Da Varese segnalato qualche tifoso qua e là, ma distanza e collocazione serale non hanno permesso una presenza massiccia.

PALLA A DUE

Caja conferma il quintetto di giovedì sera, quello cioé con Tambone nel ruolo di guardia titolare con Jakovics in uscita dalla panchina. Dalmasson può invece far esordire l’ex canturino DeQuan Jones, subito titolare: sulle sue tracce c’è Peak. L’esperto coach di casa ha Strautins non al meglio, ma lo schiererà nel corso del match. Due gli ex, Cavaliero e Gandini, entrambi iniziano in panchina.

LA PARTITA

L’avvio di Varese è subito tosto: 7-0 e timeout triestino immediato che però non ferma l’impeto degli ospiti, che pure devono fare i conti con i due falli di Vene. La Openjobmetis però trova subito il suo leader, Josh Mayo, letteralmente scatenato: due penetrazioni vincenti, poi una gragnola di triple per aprire un divario che alla prima sirena è importante. 13-29, con ben 20 punti dello scatenato playmaker.
Il pubblico locale si aspetta una reazione immediata dai suoi ragazzi, e invece è ancora Varese a dettare legge al rientro in campo: i biancorossi rallentano un attimo solo quando Mayo deve ricaricare l’artiglieria, ma Tambone e Ferrero aggiungono presto due triple. Trieste quasi non c’è, e quando Simmons e soci colpiscono dall’area il distacco arriva a 30 punti, appena appena ritoccato prima della sirena (25-54).

Il timore dell’ambiente biancorosso è quello del cosiddetto “braccino”, la paura di non sapere amministrare un grande vantaggio. Tambone – tripla – prova a scacciare subito la sensazione dopo l’intervallo ma la sua prodezza è isolata: seguono 5′ di inedia mentre Trieste comincia a rosicchiare terreno. Quando arriva la terza sirena, la OJM mantiene comunque 21 lunghezze (45-66) con un paio di lampi utili siglati da Peak.

IL FINALE

Il massimo sforzo triestino però si vede nella prima metà dell’ultimo periodo: Dalmasson si affida soprattutto agli italiani (Da Ros, Cavaliero ma anche Coronica) e risale sino al -16 che resterà il distacco minimo perché stavolta Varese la chiude per davvero. Canestro dalla media di Simmons, difesa ferrea e contropiede di Mayo per il nuovo +20. Trieste chiama timeout ma smette di crederci, la OJM ingrana di nuovo le marce alte (tripla di Natali, cesto furbo di Vene, acrobazia di Peak) e può festeggiare senza farsi venire altri patemi d’animo: 62-92, il lungo ritorno verso casa si fa di colpo più sereno.

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PALL. TRIESTE – OPENJOBMETIS VARESE 62-92
(13-29, 25-54; 45-66)

TRIESTE: Fernandez (0-1, 0-3), Justice 6 (1-1, 0-6), Jones 10 (1-2, 2-7), Peric 4 (2-3, 0-2), Mitchell 7 (3-6); Coronica 6 (2-2, 0-1), Cooke 3 (1-1), Strautins (0-1), Janelidze, Cavaliero 11 (2-3), Da Ros 9 (1-4, 1-3), Elmore 6 (0-3, 2-5). All. Dalmasson.
VARESE: Mayo 32 (7-8, 4-7), Tambone 10 (0-2, 3-6), Peak 12 (2-3, 2-6), Vene 7 (2-3, 1-2), Simmons 17 (8-10); Tepic (0-2, 0-1), Jakovics 6 (0-1, 1-2), Natali 3 (1-3 da 3), Gandini, Ferrero 5 (1-1, 1-3). Ne: Devita, Seck. All. Caja.
ARBITRI: Martolini, Borgioni, Noce.
NOTE. Da 2: T 13-27, V 20-30. Da 3: T 5-27, V 13-30. Tl: T 21-26, V 13-19. Rimbalzi: T 35 (10 off., Mitchell 12), V 40 (10 off., Simmons 10). Assist: T 10 (Da Ros 4), V 15 (Mayo 7). Perse: T 14 (Jones 4), V 11 (Mayo 6). Recuperate: T 6 (Elmore 2), V 8 (Mayo 5). Usc. 5 falli: Jakovics, Tambone.

 

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 29 Settembre 2019
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