Lunedì la prima campanella per i futuri operatori Asa al Gulliver

Umanità e servizio al malato sono i cardini della formazione che i nuovi studenti del corso Asa al centro "Gulliver" apprenderanno per lavorare nelle realtà assistenziali

corso asa gulliver

Quarantotto nuovi operatori Asa (ausiliario socio assistenziale) pronti ad affrontare un corso di formazione che permetterà di operare sul territorio della provincia: questo il progetto del centro “Gulliver” di Varese, ideatore, finanziatore e promotore insieme alle fondazioni “Fratelli Paolo e Tito Molina” di Varese e “Istituto Cavalier F. Menotti” di Cadegliano Viconago, ed, infine, il centro residenziale per anziani “Menotti – Bassani” di Laveno Mombello. Il tutto è stato effettuato grazie alla proposta di Uneba Varese.

L’inaugurazione del corso – che partirà lunedì 14 ottobre 2019 – è avvenuta sabato 12 ottobre al centro “Gulliver”: a presentarlo il presidente del centro, don Michele Barban, il vicepresidente di Uneba Marco Petrillo, Paolo Bevilacqua (del “Menotti-Bassani” di Laveno), Guido Monoli di Uneba e Roberta Trinca, diretta responsabile del corso di formazione Asa. A rappresentare le istituzioni Samuele Astuti, consigliere regionale della commissione Sanità, ed Emanuele Monti, presidente della Sanità in regione Lombardia.

Il corso, che durerà da ottobre 2019 a giugno 2020, mira a formare ventidue corsisti già selezionati: sarà una vera e propria scuola, dove gli studenti non solo apprenderanno le conoscenze più tecniche e teoriche, ma svolgeranno anche delle attività di tirocinio sviluppando le competenze necessarie. Alla fine delle lezioni, conseguito il diploma, i corsisti potranno essere assunti nelle variegate realtà assistenziali del territorio. Tre Rsa hanno deciso di offrire agli allievi una borsa di studio di 300 euro, anticipando poi i 1200 euro (il costo del corso) che verranno restituiti dai futuri operatori mensilmente, durante il primo anno di lavoro effettivo

«Sono molto contento di questa iniziativa di rete», spiega il presidente, «perché dal nostro punto di vista ha un grande valore, in termini di attenzione e solidarietà al nostro territorio e alle persone che vi abitano. Ho grandi aspettative per questo percorso insieme e mi auguro che a questa prima collaborazione ne seguano tante altre». L’organizzazione, poi, del corso proprio al centro “Gulliver”, secondo Barban è sintomo della centralità che la persona avrà durante i mesi di formazione: «Il vero strumento che gli studenti avranno in mano, in realtà, è la loro persona: loro andranno a prendersi cura di persone fragili e non autosufficienti». Per questo lasciar gestire la formazione professione al centro “Gulliver”,  secondo gli organizzatori, è stata la scelta migliore, dato che «affidare la formazione al centro è una garanzia e qui gli operatori Asa sapranno mettersi umanamente a disposizione del malato, dato che serve la formazione più completa».

Marco Petrillo è poi intervenuto parlando anche della realtà gallaratese, dove, da una quindicina di giorni, è partito un corso di formazione simile al Melo Onlus: «Abbiamo realizzato questo sogno di fare un corso con quarantotto ragazzi a cui, tra qualche mese, potremo offrire un lavoro. Inoltre non è facile trovare dei candidati o dei corsisti, ma noi ci impegniamo sempre a trovare nuovi operatori per il futuro, perché parliamo di una realtà – quella assistenziale – che registra una maggiore richiesta di impiegati nel settore».

I rappresentanti degli altri centri hanno riportato il loro entusiasmo nell’aderire al progetto: «Abbiamo il desiderio ma anche la necessità di nuove persone da inserire nei nostri centri. Assistere delle persone malate, fragili o non autosufficienti è fondamentale:» . Inoltre, è bene sottolineare – come ha fatto Emanuele Monti – come i centri di Laveno e Cadegliano siano i primi nel settore economico sul loro territorio.

Emanuele Monti, dopo aver fatto l’in bocca al lupo a tutti i corsisti, ha sottolineato come Regione Lombardia sia «in prima linea sul tema dell’assistenza: noi poi siamo d’accordo con la visione capillare delle Rsa, e i centri presenti oggi la rappresentano al meglio». In un’Italia dove l’assistenza al malato e all’anziano è sempre più richiesta, «il ruolo sociale che questi corsisti avranno è molto importante: per loro deve essere un motivo di orgoglio e responsabilità, perché è da qui che diamo le linee di indirizzo per assistere le persone malate». Il consigliere Samuele Astuti ha ammonito i nuovi studenti a non perdere la componente di umanità necessaria per operare in questo settore, «sebbene il mondo sanitario si stia indirizzando sempre di più nella contaminazione tecnologica».

Alla presentazione del corso erano presenti anche i futuri corsisti, visibilmente emozionati del nuovo percorso che intraprenderanno a breve. Ognuno di loro ha una storia diversa: chi è giovane, come Konde Siaka, ed è «contento di avere questa opportunità, ringraziando molto il centro “Gulliver” perché volevo fare questo lavoro da tanto tempo e, finalmente, ora potrò realizzare il mio sogno», o come Irene Tavella: «Ho già fatto diverse esperienze di tirocinio in casa di riposo e sono davvero contenta di iniziare il corso. Spero di trovarmi bene e di poter stare vicino agli anziani». C’è anche chi ha deciso di reinventarsi dopo anni di lavoro nel servizio pulizie, come Germania Biondo: «Sono soddisfatta del corso che devo fare, aiutare gli altri – soprattutto i più deboli – mi è sempre piaciuto. Mi fa stare bene mettermi al loro servizio».

Non si può che augurare loro una buona prima campanella di scuola ed un soddisfacente nuovo percorso lavorativo.

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 12 ottobre 2019
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