Ora di punta, traghetto più piccolo: “Perché?”

Lo sfogo del sindaco di Brenta Gianpietro Ballardin che ha assistito ad un paradosso disorganizzativo. "Ragazzi al freddo sul ponte, quando il battello successivo e più capiente risultatva semivuoto"

Avarie

Gentile redazione,
Mi dicono che dal ormai dal lontano quinquennio 1972/1977 ogni qualvolta inizia l’anno scolastico gli operatori preposti all’organizzazione funzionale dei trasporti sembra subiscano una mutazione genetica in grado di non fargli considerare che quando vi è più gente vanno messi i traghetti in grado di mettere a proprio agio le persone che traghettano per vari motivi verso l’altra sponda del Lago Maggiore specie durante i periodi autunnali e/o di maltempo.

Questa mattina sono stato nuovamente testimone di questo “increscioso” disservizio che, come testimoniato dalle numerose testimonianze, frequentemente si verifica a discapito degli utenti e dei numerosissimi studenti che prendono il traghetto per Verbania alle ore 7.50 del mattino.

Come molte altre volte hanno messo in servizio a quell’ora il traghetto più piccolo, il San Carlo, che non consentiva di ospitare al coperto tutte le persone che hanno dovuto subire il tragitto, per recarsi a scuola o al lavoro, sui pontili all’aperto sottoposti al freddo e ad un fastidiosissimo vento.

Il traghetto successivo, molto più capiente ed in grado di ospitare le persone, era pressoché vuoto.

Ora non mi sembra che si debba fare un grande ragionamento organizzativo per capire che va modificato l’ordine dei traghetti in funzione delle necessità di trasporto considerando che le persone pagano per un servizio e non per un incapacità che produce disservizio, disagio e quel che peggio sottoponendo le persone rischio di malanno.

Mi auguro che prevalga la ragione in grado di superare questo inutile controsenso. Se così non sarà vedremo di organizzarci con opportune azioni verso il gestore e i Sindaci dei due territori per fare cessare questa assurda condizione di incapacità organizzativa.

Allo stesso modo e con analoghe modalità di disservizio vengono organizzati i treni che trasportano gli studenti e i lavoratori che partono da Laveno e salgono nelle varie stazioni nelle ore di punta.

Treni che si riempiono duranti le fasi del tragitto causando insopportabili condizioni che anche qui vanno a discapito della capacità di un servizio che tale in un sistema funzionale, visto che i biglietti e gli abbonamenti costano quattrini, si possa chiamare.

Non da meno sono i trasporti da Cittiglio a Luino degli studenti che in progressione alla tratta vengono ammassati in piedi come sardine.

Ora non sarebbe il caso, a mio semplice modo di vedere, che i cosiddetti Dirigenti Organizzativi dei gestori dei servizi o erogatori di finanziamento per la gestione dei trasporti alzino il sedere dalla famosa cadrega per andare a vedere quali sono nella realtà delle cose i problemi ponendo rimedio ai disservizi che si svolgono in una parte della Regione Lombardia, ponendo rimedio ad una condizione così disastrata.

Forse si potrebbe predisporre una condizione più funzionale nel trasporto lacuale, oppure aggiungere qualche carrozza in più nelle ore di punta del trasporto ferroviario regionale o implementare il trasporto su gomma delle autolinee quando nei periodi scolastici si presenta questa necessità.

Una cosa a mio avviso non si può fare assistere passivamente a queste incapacità per cui invito coloro, pagati per porre rimedio a queste situazioni, a provvedere, invitandoli a comprendere che queste situazioni danneggiano gli utenti e soprattutto non fanno il bene dei territori della Regione Lombardia.

Invito altresì Il Presidente Fontana e l’assessore di riferimento ai trasporti pubblici a porre rimedio a queste continue, ripetute gravi disfunzioni.

Il Sindaco del comune di Brenta
Gianpietro Ballardin

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 04 ottobre 2019
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