“Mio marito ha sbagliato ma stanno pagando i miei figli”

Parla la moglie dell'uomo che ha picchiato l'istruttore di minibasket. "Non viviamo più. I nostri tre bambini sommersi dall'odio"

Basket generica

Suo marito ha preso a pugni l’istruttore di minibasket del figlio alla fine di una partita. Un gesto terribile, compiuto davanti ai bambini. Non c’è giustificazione. Quel padre è finito su tutti giornali, locali e nazionali e oggi la moglie ha deciso di uscire allo scoperto.
Lo fa con una lettera ai giornali, per chiedere scusa, prima di tutto, ma anche per implorare comprensione, non tanto per sé quanto per i suoi figli. “Non viviamo più – ci ha detto al telefono – I commenti che leggiamo sui social sono terribili. I miei figli non meritano tutto questo. Mio marito ha sbagliato e pagherà, ma la nostra famiglia è stata sommersa da una valanga d’odio che non riusciamo a gestire”. 

Ecco la sua lettera

————————-

Eccomi qui. Eh già sono proprio qui, ci sono anch’io, ci sono anche i nostri tre figli. Noi sentiamo, vediamo gli occhi di tutti addosso, e soprattutto leggiamo ogni tipo di commento negativo, l’odio, nelle vostre parole, il disprezzo, ma anche noi ci siamo, anche noi abbiamo sentimenti, anche noi soffriamo per una situazione in cui non avremmo mai voluto trovarci.

E dopo una settimana di articoli sui giornali e sui social, sono qui con il cuore in mano come moglie, ma soprattutto come madre di tre bambini innocenti per chiedere a tutti di placare gli animi.
E’ vero mio marito ha sbagliato e le sue colpe verranno valutate nelle sedi opportune, però ci siamo anche noi, c’è la nostra famiglia, quella per cui sto lottando con tutte le mie forze ogni giorno, per cui ci sto mettendo la faccia ogni giorno.

E prima di ogni cosa, ci sono i nostri figli, dei bambini a cui sto spiegando ogni giorno che quanto accaduto non doveva succedere, che il loro papà ha sbagliato: vi assicuro che non è per niente facile spiegare ai propri figli gli errori commessi dai genitori, da coloro che dovrebbero darti l’Esempio ogni giorno e che invece a volte…; ma nella vita ho imparato sulla mia pelle che non serve a niente nascondersi o far finta di niente, ho imparato che ogni situazione bisogna affrontarla, e quando si sbaglia bisogna pagare per i propri errori arrivando così ad aver la forza di rialzarsi e ricominciare più forti di prima perché consapevoli di aver imparato dagli errori commessi.

Concludo dicendo che a tutti noi dispiace per l’accaduto: non doveva assolutamente succedere; vi chiedo solo per un secondo di immedesimarvi in me in quanto madre in questo momento: stiamo pagando anche noi attraverso gli insulti e gli sguardi delle persone. Per questo sono qui a chiedervi solo un po’ di rispetto per me e sopra ogni cosa per i nostri figli.
Vorrei lasciarvi con una frase che più ci rappresenta in questo momento come famiglia: “Ogni persona che incontri sta combattendo una battaglia di cui non sai nulla, sii gentile..sempre”

Grazie
S.M.

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 15 novembre 2019
Leggi i commenti

Commenti

L'email è richiesta ma non verrà mostrata ai visitatori. Il contenuto di questo commento esprime il pensiero dell'autore e non rappresenta la linea editoriale di VareseNews.it, che rimane autonoma e indipendente. I messaggi inclusi nei commenti non sono testi giornalistici, ma post inviati dai singoli lettori che possono essere automaticamente pubblicati senza filtro preventivo. I commenti che includano uno o più link a siti esterni verranno rimossi in automatico dal sistema.

  1. Scritto da Giorgio Martini Ossola

    La mia solidarietà va a questa mamma,nonostante condanni il gesto deplorevole del marito posso capire e comprendere quello che sta passando la sua famiglia e deve essere terribile,la mia opinione è quella di non dar troppo peso a chi con troppa facilità giudica e condanna il prossimo,oggi poi è molto facile,è sufficiente avere un pc ed una connessione ad internet. Se vuoi essere felice per un attimo condanna,se vuoi esserlo per sempre,perdona.

  2. Scritto da Felice

    La giustizia sarà fatta nelle opportune sedi (tribunali) e non nella gogna anonima pubblica chiamata social network.
    Chi usa il web come sfogatoio arrivando a minacciare (e ai nostri giorni di casi ce ne sono a migliaia) è un poveretto, è uno che sentendosi represso vorrebbe sfogare la propria rabbia e frustrazione con la comodità di un click.
    Sicuramente il marito di questa signora ha problemi che devono essere affrontati se come primo contatto con un’altra persona usa le mani. Curarlo ma non per questo deve essere sepolto vivo e buttato in un pozzo, come molti vorrebbero.

Segnala Errore