Mancano i radiologi: le refertazioni degli screening in ritardo di due mesi

La mancanza di specialisti sta provocando rallentamenti preoccupanti nelle attività di controllo del tumore al seno. Il direttore socio sanitario assicura: "A dicembre supereremo i problemi"

mammografia

Ritardi anche di due mesi nella refertazione. Casi di dubbi da controllare rinviati a data da destinarsi. Mancata convocazione.

Cosa sta succedendo al programma di screening?
Il servizio di prevenzione di oncologia attraversa un momento difficile: nel campo del colon retto molti gli over 50 non ricevono più l’invito al monitoraggio.

Sicuramente è più grave la situazione per il campo mammario dove le convocazioni ci sono ma i referti con le diagnosi subiscono rallentamenti preoccupanti.

Casi, anche sospetti, chiamati non entro i 7 giorni canonici ma anche 50, 60, 70 giorni dopo. Un sistema che sembrerebbe al collasso legato alla carenza del reparto di radiologia dell’Asst Sette Laghi dove, complici malattie, dimissioni o pensionamenti mai sostituiti, gli specialisti sono davvero troppo pochi.

« Nel mese di dicembre il problema sarà superato – assicura il direttore socio sanitario della Sette Laghi Ivan Mazzoleni – Ci sono alcune criticità ma le stiamo risolvendo grazie a un lavoro di recupero di specialisti da impiegare sul campo».

Lo screening è raccomandato come forma di prevenzione per patologie la cui incidenza è elevata. Sottoporsi a controlli è difficoltoso con tempi d’attesa decisamente lunghi. Lo screening mammografico viene offerto alle donne tra i 45 e i 74 anni ma l’iter richiede tempi di controllo contingentati per poter garantire l’efficacia della diagnosi precoce.

Forse, nelle difficoltà del momento, non si sarebbe potuto sospendere il servizio?

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Pubblicato il 12 Dicembre 2019
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