Nuovo Pgt, Soragni (Lega): “Poche idee e pure sbagliate”

Il consigliere di opposizione critica fortemente il nuovo piano che dovrà riordinare l'urbanistica di Castellanza: "Su ex-polo chimico e area Cantoni perse occasioni"

consiglio comunale castellanza

Riceviamo e pubblichiamo l’intervento del consigliere comunale della Lega Angelo Soragni sul tema dell’adozione della variante al Pgt di Castellanza.

Castellanza dice stop alle aree edificabili e punta sulla riqualificazione

Castellanza è una bella città, gode di una interessante centralità nel territorio. Infatti ci sono due cliniche di importanza a livello nazionale (Humanitas e Multimedica), due Università (Liuc e Albasio), fabbriche che producono ricchezza e lavoro e, non da ultimo, uno dei più interessanti musei di arte moderna. Si trova sull’asse autostradale che si collega con Milano e i Laghi. Il documento approvato lo scorso 13 gennaio è di sostanziale importanza in quanto segna il destino e il futuro di questa città.

Personalmente in questi tre anni e mezzo di amministrazione Cerini ho sentito la carenza di strategie politiche da parte del Sindaco e della giunta atte a portare Castellanza al ruolo che merita.
Sento soprattutto la mancanza di una visione strategica e unitaria della città, che la connoti e la caratterizzi.

Vorrei soffermarmi su due questioni che reputo nodali in questa direzione:  il recupero dell’area ex Montedison  e la scelta da parte del sindaco di non avere realizzato il progetto “Bosco Cantoni”.
Per quanto riguarda l’area ex Montedison ritengo che la conversione del sito dovrebbe passare attraverso la realizzazione di strutture di servizio strategico e di pubblica utilità per la città, con lo scopo di ottenere un miglioramento ambientale e sociale. Veramente Castellanza ha bisogno di nuove attività commerciali, di nuovi supermercati o di nuovi siti di produzione, magari poco salubri, così come previste dal nuovo documento di PGT? Credo proprio di no.

Certamente nuovi supermercati potrebbero garantire, nel breve periodo, un dividendo economico, ma restituirebbero nel lungo periodo, un peggioramento delle condizioni sociali e ambientali. In quell’aria mi sarebbe piaciuto vedere una cittadella della salute con servizi di fisioterapia,ambulatori medici per il trattamento dei disturbi alimentari (anoressia,bulimia e obesità) e una casa di riposo sovracomunale per tutti i cittadini della valle olona.

Per quanto riguarda la scelta dell’amministrazione di rinunciare alla realizzazione del progetto “Bosco Cantoni” credo si sia persa un’importante occasione per cercare di restituire un’identità forte alla nostra città. 60 mila metri quadri, da piazza Castegnate, sede dell’università, a via Piave che avrebbero aumentato non di poco il patrimonio verde della città. Quest’area, in pieno centro cittadino, avrebbe cambiato il volto di Castellanza con la realizzazione di un quartiere polivalente, aperto ai cittadini caratterizzato da arborizzazioni, percorsi pedonali, punti di socializzazione per realizzare un abitare ideale. Inoltre sarebbe stato finalmente garantito il recupero del fiume Olona. Il “Bosco Cantoni” avrebbe potuto collegarsi con la Valle Olona e con il parco Alto Milanese e da qui sino al Parco del Ticino. Quel luogo di cerniera sarebbe stato il terminale della valle Olona ma anche porta che apriva alla città metropolitana milanese. Insomma poteva essere un progetto che, se ben articolato, avrebbe rivitalizzato Castellanza restituendole un ruolo e una riconoscibilità a livello territoriale ampio.

Spiace ricordare che la bocciatura del progetto “Bosco Cantoni” sia stato uno dei primi atti dell’amministrazione Cerini che non ha avuto la lungimiranza di comprendere il potenziale strategico del progetto. Perseguendo le modalità miopi del fare di certa politica ha rigettato il progetto perché proveniente dall’amministrazione precedente senza vederne il reale valore.

Temo che questa amministrazione verrà ricordata non per le visioni strategiche e i progetti realizzati ma per le scarse idee e per l’immobilismo amministrativo. Il primo compito di una amministrazione è di dare in maniera chiara e trasparente le indicazioni su cui gli operatori sociali ed economici devono operare. Lo scopo deve essere sempre quello di migliorare la qualità della vita dei propri cittadini attraverso il positivo utilizzo di una risorsa non riproducibile quale è il nostro territorio.

di orlando.mastrillo@varesenews.it
Pubblicato il 23 gennaio 2020
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