“Varesini, è il momento della difesa dei poveri e degli anziani”

Il commento di Pierfausto Vedani sulla Varese che cambia, soprattutto in sanità

anziani

Nel grande mare della letteratura italiana ho pescato meno di quanto avrei dovuto, moltissimo però ho letto anche negli anni giovani che mi hanno visto scoprire e varcare anche confini letterari stranieri per incursioni spesso dedicate alla ricerca di autori che erano stati vietati dal regime fascista.

Mi sono piaciuti molti autori, tra gli italici invece non ho amato, si era al tempo delle medie superiori, il Manzoni. Furono un rifiuto, una ottusità che vennero meno quando Piero Collina, scrittore lariano, conobbe la fama con i suoi Promessi Sposi tradotti in dialetto comasco. Mi divertii molto e ricordo che subito dopo rilessi l’originale, che mi piacque perché avevo finalmente compreso a fondo l’autore e molto meglio uno dei personaggi fondamentali del romanzo, l’Innominato. Che Piero Collina nella sua versione aveva felicemente ribattezzato Disiminga.

A Varese nella mia attività non ho incontrato mai degli Innominati, ma solo gente speciale e positiva che alla luce del sole ha colto grandi traguardi, tenendo per mano la città anche quando la loro notorietà non aveva confini. Mecenati come Borghi e Orrigoni, geni del cielo come Ermanno Bazzocchi, papà degli aerei delle Frecce Tricolori, e non vanno dimenticati don Pasquale Macchi, segretario di papa Paolo VI, e Antonio Ghiringhelli sovrintendente di una Scala ricostruita e con lui diventata ambasciatrice della nuova Italia nel mondo.

Più defilate, ma regine dell’amore per il prossimo, le donne varesine, tutte di una carità poderosa e silenziosa che è durata decenni e che ha avuto due leader in Ferdinanda Cattaneo Babini e Lisetta Tordera Bramati.
Davvero una città speciale se anche la massoneria ha dato molto e in silenzio: infatti approdarono in giunta assessori indicati come massoni lungimiranti e non a caso diedero apporti importantissimi e sempre tutelarono gli interessi della popolazione.

Varese negli anni di decadenza politica e amministrativa, diciamo gli ultimi trenta o poco più, si è difesa da sola con i suoi imprenditori e lavoratori e con i suoi professionisti. Si sono fatti avanti sino ai nostri giorni dei Disiminga, avanzi di periferia di una stagione nazionale, in buona parte ex azzurri : di recente sono stati accerchiati finendo sul palcoscenico della vergogna.

Oggi, assieme a milioni di altri connazionali, siamo all’emergenza o quasi a causa delle follie politiche romane e regionali, soprattutto se parliamo della salute pubblica. Sembra arrivato il momento per i cittadini dell’unità d’azione ,dell’interesse collettivo da difendere.

E’ anche il momento per evitare danni maggiori in arrivo da riforme che si sa solo come cominciano, ma non hanno obiettivi finali chiari.
E’ il momento della difesa anche e soprattutto della salute dei poveri e degli anziani. Difesa che diventa efficace solo se sindaci e consiglieri comunali del nostro territorio decidono di ricordare ai troppi “bambini” convinti di essere assi della politica che il diritto dei cittadini alla salute è sancito dalla Costituzione.

In Regione, a Roma e in Europa si vuole essere di nuovo cittadini di una Varese rappresentata degnamente e con una qualità della vita accettabile, non inferiore al recente passato.
La città e il suo territorio hanno diritto alla dignità.

E anche a difendersi dagli incapaci con gli strumenti che offre loro la legge. Si parla di diritti costituzionali (articolo 32) e sarebbe allora opportuna e democratica la valutazione in proposito della magistratura.

Se la politica provoca danni ai cittadini potrebbe essere giusto che li risarcisca, tanto più che coloro che governano sono strapagati e hanno un percorso di vita lastricato di privilegi. Sembrano loro i Disiminga di nuova generazione, ma a differenza del celebre predecessore, l’Innominato manzoniano, non si convertiranno mai anche se la riforma sanitaria alla lombarda è di rara viltà perché si accanisce contro i più deboli. Complimenti a chi non vigila e soprattutto alla politica nazionale degli anni 2000.

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Pubblicato il 13 gennaio 2020
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