Daniele Spello, l’ultimo saluto ad un servitore dello Stato

A sua memoria nascerà un progetto dedicato ai giovani: un percorso educativo nelle scuole dedicato agli ideali di legalità, di lotta alla criminalità e alla cultura mafiosa e nel rispetto e amore per le istituzioni dello Stato

I funerali a Gazzada Schianno di Daniele Spello

Grazie alla memoria del finanziere Daniele Spello nascerà un progetto dedicato ai giovani: un percorso educativo nelle scuole dedicato agli ideali di legalità, di lotta alla criminalità e alla cultura mafiosa e nel rispetto e amore per le istituzioni dello Stato.

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Così ha deciso la famiglia del finanziare scomparso prematuramente all’età di 55 anni, salutato durante la cerimonia funebre che si è svolta a Gazzada Schianno nella mattina di mercoledì 12 febbraio da parenti, amici e dai colleghi di una vita passata al servizio dello Stato e all’insegna della lotta alla criminalità.

C’erano i vertici della Guardia di finanza, il corpo che Spello ha servito per tutta la sua carriera, i colleghi delle forze dell’ordine e i magistrati con i quali ha collaborato durante una vita passata su inchieste tra le più delicate ed importanti della storia recente del nostro paese.

Spello, da tutti ricordato come uno degli uomini macchina della polizia giudiziaria milanese, luogotenente della Finanza avvezzo a lavorare con magistrati del calibro di Ilda Boccassini con la quale ha collaborato per un quarto di secolo con inchieste che ancora oggi riempiono la memoria di quegli anni: Sme, Imi-Sir e il Lodo Mondadori.

I funerali a Gazzada Schianno di Daniele Spello

“Daniele era un uomo concreto, amava il suo lavoro e aveva un altissimo senso delle istituzioni e della Giustizia. Onestà e solidarietà guidavano il suo agire – ha scritto la famiglia in un volantino che spiega il progetto educativo che si intende promuovere -. Abbiamo pensato di dare seguito ai suoi valori e alla sua voglia di lavorare silenziosamente e umilmente per questa nostra Italia, così maltrattata eppure capace di tanta bellezza e profondità. I giovani ci sono sembrati l’ambito dal quale ripartire, promuovendo un progetto educativo nelle scuole dedicato agli ideali di legalità, di lotta alla criminalità e alla cultura mafiosa e nel rispetto e amore per le istituzioni dello Stato. Lo faremo attraverso l’impiego di educatori professionali, insegnanti e operatori di giustizia che, attraverso l’incontro con alcune classi di studenti possano generare pensiero critico e riflessione”.

di tomaso.bassani@varesenews.it
Pubblicato il 12 febbraio 2020
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