Conte: “Per sconfiggere il nemico comune, servono azioni comuni”

La relazione in Parlamento del Presidente del Consiglio di giovedì 26 marzo

Giuseppe Conte

«Siamo all’altezza del compito che il destino ci ha riservato». Il Presidente del Consiglio, Giuseppe Conte, ha relazionato in Parlamento giovedì mattina, 26 marzo, su quanto fatto dal Governo in queste settimane di emergenza.

«Molti in questi giorni hanno ricordato le pagine scritte da Manzoni nei Promessi Sposi: “Del senno di poi sono piene le fosse”. Dico che c’è tempo per tutto. Oggi è il tempo dell’azione e della responsabilità da cui nessuno deve fuggire. La responsabilità massima ce l’ha il Governo, ma la responsabilità, proprio per le caratteristiche del nostro nemico, è di tutti i cittadini: ciascuno di noi è chiamato a perseguire il bene comune, tutti siamo chiamati a rispettare le regole con pazienza, fiducia e responsabilità».

Conte ha fatto una cronostoria dei provvedimenti presi: «Il Governo ha anticipato il diffondersi dell’epidemia. La diffusione ci ha messo subito in allarme sulla possibile messa in crisi del sistema sanitario nazionale. La limitazione del contagio è stata la scelta necessaria da fare con un piano emergenziale. Abbiamo attuato un percorso normativo che altri Paesi adesso stanno prendendo ad esempio. Siamo stati costretti a limitare alcune delle libertà previste dalla Costituzione. Le misure sono diventate via via più severe sempre sulla base delle indicazioni del Comitato tecnico scientifico».

«Abbiamo dovuto fare poi una scelta dolorosa sulle attività produttive, sempre in accordo con i sindacati e le associazioni di categoria. Infine, negli ultimi giorni abbiamo dovuto limitare ulteriormente lo spostamento delle persone, anche tra comuni diversi. Il Governo poi si è attivato per sostenere subito il sistema sanitario nazionale, per un potenziamento dovuto al diffondersi dell’epidemia. Con l’assunzione di specializzandi, di nuove professioni, di un aumento del monteore del personale, oltre all’acquisto di dotazione di macchinari. Le terapie intensive sono passate in pochi giorni, in Italia, a 8.883 unità, quasi più di 3.000 rispetto all’inizio dell’anno. Abbiamo riconvertito 78 ospedali in Covid-Hospital. Stiamo riconvertendo le filiere interne per la produzione di dispositivi di protezione personale».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 26 marzo 2020
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