Il Coronavirus da Samarate a Cupertino

Le testimonianze di Paolo Sacchetto, ingegnere Apple, e il parlamentare leghista Leonardo Tarantino - entrambi varesotti - sul Coronavirus

cupertino Silicon Valley

Paolo Sacchetto, ingegnere di Apple residente a Cupertino, nella Silicon Valley, e il parlamentare leghista Leonardo Tarantino hanno una cosa in comune: la città di Samarate.

Infatti, Tarantino è stato sindaco nove anni per poi diventare parlamentare nel 2018, mentre Sacchetto, nato a Gallarate, ha vissuto a Samarate per poi, dopo la laurea, trasferirsi in California.

Sacchetto e Tarantino hanno parlato insieme al direttore di Varesenews, Marco Giovannelli, nella diretta serale su Facebook del giornale giovedì 26 marzo, per un confronto “allargato” sulla situazione emergenziale causata dal Coronavirus.

LA CALIFORNIA E IL CORONAVIRUS

«Voglio esprimere la mia solidarietà all’Italia e al Varesotto, cui sono legato da sempre: mi sono trasferito a Cupertino venti anni fa, ma rimango ancora fedele alle mie origini». La situazione nella Silicon Valley, racconta Sacchetto, è difficile: «Siamo come in Italia due o tre settimane fa, ma la reazione è diversa da quella che ha inizialmente avuto l’Italia, che negava il problema. Qui ci siamo resi conto subito subito della gravità».

Paolo Sacchetto

Da 2 settimane tutta la California è in lock down e sono state attuate le misure di restrizioni: «Le scuole, i cinema e le palestre sono chiusi. Le scuole hanno attivato la didattica a distanza. Come in Italia, inizialmente c’è stato l’assalto ai supermercati, poi ci si è tranquillizzati». Apple, la sua azienda, ha chiesto fin da subito ai dipendenti di lavorare da casa.

Com’è il clima generale? «C’è molta preoccupazione – continua l’ingegnere – perché i casi aumentano ogni giorno. In Silicon Valley siamo a 1200 positivi e 28 morti. La valutazione del fenomeno tramite i tamponi non è stata fatta subito, come in Italia, ma è partita solo a marzo. La popolazione poi è molto preoccupata sulla disponibilità dei posti letto negli ospedali e sui respiratori, come in Italia». Le mascherine, invece, «le vogliono lasciare al personale medico: ai cittadini è sconsigliato indossarle».

Sacchetto racconta della solidarietà che si è subito diffusa: «Le mense scolastiche sono rimaste aperte per consegnare i pasti agli studenti che ne avessero bisogno; si è attivata la Food Bank per la consegna degli alimentari agli anziani; i supermercati hanno dedicato una fascia oraria aperta solo per gli anziani; ci si è da subito aiutati tra vicini».

E per la questione “spinosa” della sanità negli Stati Uniti, invece? «La California il 4 marzo ha dichiarato lo stato d’emergenza: ciò significa che gli ospedali e le città hanno il permesso di fornire servizi per il Covid-19 gratuiti».

ROMA E IL PARLAMENTO

Leonardo Tarantino, invece vive tra Roma e Samarate, anche se, da quando sono iniziate le misure di contenimento lo scorso 8 marzo, non è più andato in parlamento: «Con le misure di rarefazione della presenza dei parlamentari si cerca di rispettare le misure di distanza in aula. Con i colleghi si lavora a distanza con gli strumenti che abbiamo a disposizione».

giunta tarantino samarate

C’è stata qualche differenza tra la realtà di Samarate e quella di Roma? «Credo abbia inciso a differenziare la velocità di alcune misure adottate. A Samarate ho la fortuna di avere un’attività di commercio alimentare, che quindi è ancora aperta; incontro persone per la consegna a domicilio: i cittadini hanno fatto la loro parte – come in altre città -, ma si inizia a respirare una certa sofferenza». Sottolineando la pregnanza del ruolo del sindaco, poi, Tarantino ha detto: «Tutti hanno fatto la loro parte, senza distinzioni politiche. Tutti i sindaci sono stati dei baluardi e dei punti di riferimento per i loro concittadini, anche con la chiusura dei municipi dopo l’ultima ordinanza del presidente Attilio Fontana».

«Continuiamo a rispettare le indicazioni e le norme dei decreti – conclude l’onorevole – e ne usciremo, anche se, appena finirà l’emergenza, non torneremo subito alla normalità. Ad altre generazioni sono toccate altre emergenze, questa è la nostra».

di nicole.erbetti@gmail.com
Pubblicato il 26 marzo 2020
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