Il virus non si ferma a Ponte Chiasso. La testimonianza di un frontaliere

Lo sfogo di un autotrasportatore che ogni giorno varca il confine: «Solo ora in Ticino cominciano a rispettare le regole di sicurezza»

Generico 2018

«Finalmente anche qua si cominciano a rispettare le regole»: è con un gran sollievo che questa mattina un frontaliere di Varese ha osservato la scena che gli si mostrava dinanzi una volta arrivato alla dogana merci di Ponte Chiasso. Autisti a distanza, misure di protezione osservate, ingresso nei locali della dogana solo pochi alla volta: un’organizzazione totalmente differente rispetto a quanto visto nelle settimane precedenti.

«Lavoro in Canton Ticino per un’azienda di trasporti e ogni giorno, dopo aver sdoganato la merce, passo il confine per effettuare consegne in Italia – ci racconta – in questi ultimi tempi, però, il ritardo nell’applicazione delle norme di sicurezza da parte degli svizzeri metteva me e gli altri colleghi italiani davvero a disagio. Venendo dall’Italia, da dove giustamente veniamo richiamati costantemente all’osservanza delle regole, non ci sentivamo sicuri oltrepassando il confine».

La situazione diventava critica soprattutto però alla dogana merci di Ponte Chiasso: «Eravamo tutti ammassati all’ingresso, certo: uno può distanziarsi dagli altri autisti che arrivano da tutta Europa, ma quando chi è in coda con te ti sta appiccicato non puoi farci nulla. Sono gli ispettori degli uffici doganali che dovrebbero richiamarci tutti all’osservanza della distanza. Inoltre solo pochissimi funzionari indossano le mascherine: è vero, c’è un vetro che ci separa, ma non si è percepita fino ad ora nessuna preoccupazione per il pericolo di contagio. Ma soprattutto – e questo è proprio spiacevole – è capitato di sentire battutine degli svizzeri sulla presunta incapacità italiana di gestire il problema Coronavirus: davvero irritante, non credo vi sia stata fino ad ora la percezione di come questa malattia sia un problema di tutti, mondiale. Il virus non si ferma ai confini».

Finalmente da questa mattina qualcosa sembra essere cambiato: «Oggi, con gran sollievo, ci siamo dovuti mettere in fila rispettando le distanze di sicurezza e siamo entrati negli uffici doganali solo pochi per turno, in modo da occupare ogni sportello uno per volta. Già con la chiusura della maggior parte delle frontiere troviamo molta più colonna di auto per arrivare in Ticino, ma ci si sveglia prima e non ci si lamenta: l’importante è però sentirsi sicuri mentre siamo al lavoro».

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Pubblicato il 25 marzo 2020
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