Una maratona in giardino: l’impresa di Paolo Brumana

Nel giorno in cui non si è potuta disputare la Milano Marathon, l'atleta di Venegono Superiore ha coperto la distanza sul vialetto di casa. Con la famiglia a fare il tifo, come nella realtà

Maratona in giardino

La Milano Marathon in programma domenica 5 aprile è una delle tantissime manifestazioni sportive “saltate” a causa della drammatica emergenza sanitaria in corso. Una gara storica che avrebbe dovuto festeggiare la 20a edizione, per la quale tanti atleti – più o meno “dotati” ma tutti spinti da grande passione – si stavano preparando al meglio.

Tra di essi anche Paolo Brumana, 41enne di Venegono Superiore tesserato per la Maratoneti Tradate, che è più di un semplice amatore visto che nel 2019 ha fatto registrare un personal best di 2h48’04” nella maratona disputata a novembre sulle strade di Ravenna. Tempo di tutto rispetto che, nelle intenzioni, sarebbe dovuto vacillare tra le strade di Milano e che invece, per un po’ di mesi, rimarrà il primato di Paolo sulla fatidica distanza dei 42,195 chilometri.

«La mia intenzione era proprio quella di gareggiare alla Milano Marathon per migliorare il mio personale di 2 ore e 48 minuti. Puntavo a limare qualche altro minuto e concludere intorno alle 2 ore e 45′ e così, dopo l’annullamento della gara dovuto al coronavirus, ho deciso che non potevo sprecare tutto l’allenamento fatto in questi mesi» spiega Brumana a VareseNews.

E così la decisione: stesso giorno e stessa ora della Milano Marathon, ma con lo start dato davanti al portone del proprio garage. All’orizzonte niente Duomo, niente Castello Sforzesco, niente City Life; sotto i piedi niente asfalto. Di fronte a sé Paolo aveva solo il cancello di uscita dalla propria abitazione – 35 metri tondi partendo dal garage – con un vialetto di autobloccanti a fare da strada.

«Preparare una maratona per realizzare certi tempi non è facile, specie per chi come me deve incastrare gli allenamenti tra gli orari di lavoro. Ho iniziato il percorso ai primi di dicembre ma ormai da tempo non uscivo a correre per via della quarantena, visto che ho smesso intorno al 12-13 di marzo. Però, appunto, mi sembrava brutto lasciare perdere del tutto e ho deciso di provare una maratona casalinga». A sostegno di Brumana si è schierata l’intera famiglia: la moglie Claudia e i figli Martina, Valentina e Filippo si sono dati il cambio per rendere la maratona il più reale possibile.

«Sono stati splendidi: hanno fatto i turni per assistermi con rifornimenti d’acqua, di gel nutrienti e banane e con gli “spugnaggi” in modo che io potessi bere, mangiare e rinfrescarmi. E negli ultimi chilometri hanno fatto il tifo, tutti insieme, per aiutarmi a non mollare». Paolo lo dice solo a fine intervista, con un po’ di pudore, ma ha concluso la fatica “domestica” con un crono decisamente dignitoso, coprendo la distanza in 3 ore e 34′: mica male vista la conformazione del “percorso” e le settimane senza allenamenti. «Non poniamoci limiti e supereremo tutti insieme questa enorme difficoltà che ci sta coinvolgendo in questi giorni» conclude Brumana. Noi lo aspettiamo in autunno, per raccontare – scongiuri obbligati – del suo nuovo personale sulla distanza.

di damiano.franzetti@varesenews.it
Pubblicato il 06 aprile 2020
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