«Nella nostra casa di riposo i pazienti dimessi dagli ospedali»
Parla il direttore di "Villa Puricelli" di Bodio Lomnago. Ospita 180 persone e ad oggi non si registrano casi di coronavirus. Ma il rischio "arriva dall'esterno"
180 ospiti, 140 dipendenti e, almeno ad oggi, nessun caso accertato di coronavirus. Ma Maurizio Di Muro, il direttore della casa di riposo “Villa Puricelli” di Bodio Lomnago, è tutt’altro che sereno.
«La situazione nella nostra Rsa è per ora sotto controllo ma viviamo con una certa angoscia il fatto di dover accogliere i pazienti dimessi dagli ospedali come da disposizioni della Regione Lombardia: escono senza essere sottoposti a tampone e noi non sappiamo se sono infetti. Non abbiamo nessuna intenzione di sottrarci alle nostre responsabilità e diamo volentieri una mano al servizio sanitario, ma chiediamo di essere tutelati».
Al momento Villa Puricelli ha ricevuto due pazienti anziani provenienti dai nosocomi: sono stati messi in isolamento in camere distanziate dagli altri ospiti, ma non è detto che sia sufficiente.
«Non sappiamo si sia trattato di fortuna oppure se tutte le precauzioni che abbiamo adottato sino ad oggi siano servite a preservarci dal contagio – spiega ancora Di Muro – I nostri operatori sanitari hanno le mascherine sin dal 10 marzo. Le prime le abbiamo prodotte noi poi sono arrivate le dotazioni esterne. La prima fornitura è stata bloccata in dogana e mandata a Roma, poi ho chiesto l’intervento del prefetto e ci sono state inviate. Oltre alle dotazioni di protezione abbiamo provveduto a creare un “percorso protetto” attraverso il quale i dipendenti della Rsa devono passare per entrare nella struttura. La sanificazione viene eseguita periodicamente e i materiali utilizzati vengono isolati e disinfettati».
La società gestisce la Rsa “Casa Albergo Villa Puricelli” e il servizio di assistenza domiciliare integrata: tutte le attività sono accreditate e a contratto con il servizio socio sanitario regionale. «Quando serve siamo un centro privato – conclude con un po’ di amarezza Di Muro – e quindi, come in questo caso, ci dicono che ai tamponi dobbiamo provvedere noi; quando invece si tratta di chiedere supporto ed ospitare i pazienti degli ospedali allora si ricordano che siamo convenzionati. Non può funzionare così. Noi chiediamo garanzie che oggi come oggi nessuno è in grado di darci».
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