Geometra “confinato“ per il virus riprogetta la strada sotto casa

È la via Verdi, che un professionista luinese si immagina rimodulata con verde e luoghi di aggregazione. Un “gioco“ realizzato pensando alla collettività

Avarie

Un «passatempo, quasi un divertimento, non molto altro». Lui lo descrive così.

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La \"nuova\" via Verdi, progettata lockdown 4 di 6

Eppure quello di Marco Negri, geometra di Luino rappresenta un esempio di quanto il confinamento e le lunghe giornate passate fra le mura domestiche nostro malgrado possa aprire spazi a tempi e pensieri per ridefinire la nostra vita.

Quindi succede che questo professionista durante il lockdown si sia messo di fronte a quello che un tempo era il tavolo di lavoro inclinato con regolo, squadra e pennino e che oggi è il pc.

E ha cominciato a cerare la “sua“ nuova strada sotto casa.

«Sono nato e cresciuto nel “quartiere dei compositori“, e ho lo studio in via Verdi da ormai vent’anni. Sono geometra: progettazione e trasformazione del paesaggio fanno parte del mio lavoro. Non ho una formazione universitaria, sono un autodidatta abituato a osservare cercando di capire cosa mi piace in quello che vedo, oltre a chiedermi se ne sarei capace. Il più delle volte la risposta è negativa, devo ammetterlo, ma non è un buon motivo per non divertirmi nel tentare», racconta Marco.

«Passando ogni giorno per la via Verdi mi capita spesso di chiedermi cosa potrebbe invece dare nuova vita a questa strada tanto centrale ma in fondo dimenticata, usata giusto per trovare un parcheggio gratuito, un salto alla Asl o nelle uniche due attività commerciali che resistono».

Non è un’illuminazione subitanea, piuttosto qualcosa che gira nella mente intorno a un’idea, che all’improvviso fuoriesce portandosi appresso anni e anni di considerazioni rimaste inespresse.

«Questo progetto ce l’avevo in mente da qualche mese, e la quarantena mi ha dato il tempo di lavorarci per davvero. Niente più che un passatempo sia chiaro, mi però piaciuto molto poter progettare senza i vincoli di un committente reale, né parametri da dover rispettare. Farlo per gioco rende tutto più semplice».

Alla fine si tratta di un esercizio che contiene il seme del senso civico, del pensiero non solo estetico, o rivolto a una forma, bensì anche alla fruizione di uno spazio ripensato per la collettività.

«Credo sia bello sforzarsi di immaginare come la nostra città possa migliorare. Spesso ho avuto la sensazione che Luino venga vissuta dai più quasi come una città dormitorio dove stare per la vicinanza della Svizzera, e farci giusto una passeggiata quando capita».

La \"nuova\" via Verdi, progettata lockdown

Quindi l’idea del progetto: com’è? «Ho pensato a un viale alberato (nella foto sopra, una delle immagini “rendering“) dall’incrocio con via Veneto fino al primo accesso carraio della Asl, con tagli inclinati nella pavimentazione che vuole portare l’osservatore/passante all’interno di una grossa assonometria fatta di linee e punti di fuga che si intrecciano, oltre a richiamare la conformazione stessa del quartiere che, se visto dall’alto, è costituito da triangoli e trapezi uniti dalle rette delle strade; dal grosso triangolo formato da via Verdi, viale Alighieri e via Veneto, all’intreccio delle piccole vie del quartiere dei compositori tagliato da via del Carmine».

«Per quanto non mi sia fermato a uno studio di fattibilità vero e proprio, credo sarebbe fattibile a livello di viabilità, e andrebbe anche a sopperire il curioso primato della via dove quasi ogni giorno vedo passare auto in senso contrario».

Redazione VareseNews
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Pubblicato il 15 Maggio 2020
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