La foresta amazzonica rischia di diventare savana: la denuncia del missionario

Padre Dario Bossi da vent'anni è in Brasile a fianco dei più poveri, in una terra da sempre preda di affari e sfruttamento. Un racconto a cinque anni dalla enciclica Laudato sii di Papa Francesco

Samarate generica generiche

«La foresta amazzonica è a un passo dal punto di non ritorno! Se continua ad avanzare il deforestamento, entreremo in un ciclo irreversibile di ‘savanizzazione’ dell’Amazzonia». Il grido di allarme arriva da padre Dario Bossi, missionario originario di Samarate, da anni in Brasile, dove è oggi superiore provinciale dei Missionari Comboniani. La sua voce arriva da una Amazzonia ferita da uno sfruttamento sempre più intensivo, ma anche esposta – nei suoi abitanti – ai rischi del Covid-19.

Sfide di ieri e di oggi, tra tema ambientale e di giustizia sociale.

Un legame – quella tra ambiente dell’Amazzonia e tutela dei suoi abitanti – che è inscindibile: per qusto lottano da decenni, se non da secoli, le popolazioni indigene, esposte alle conseguenze dello sfruttamento intensivo, tra deforestazione, colture  e allevamento intensivo, estrazioni minerarie: un processo accelerato dal nuovo governo di Jair Bolsonaro.

Padre Dario parla dal Brasile partendo dall’esperienza del Sinodo Dell’Amazzonia, definito da Papa Francesco «figlio della Laudato Sii», l’enciclica di cui ricorrono oggi i cinque anni. Nell’intervista a VaticanNews di oggi, Padre Dario affronta  il tema anche in connessione con l’attuale fase di emergenza che, come sottolineato in diversi contesti, ha esasperato le ingiustizie sociali, esponendo ai rischi le fasce più deboli della popolazione:

Siamo scandalizzati dal fatto che, in Brasile e vari paesi dell’America Latina, l’estrazione mineraria è stata dichiarata un’attività essenziale, permettendo così alle grandi multinazionali di far lavorare i loro funzionari, spesso senza poter garantire sicurezza, distanziamento, misure igieniche e di protezione. L’attività mineraria diventa una potenziale bomba di contagio. E non è vero che è essenziale, primo perché gli stock accumulati in questo tempo di recessione permetterebbero molto bene una diminuzione dell’estrazione. Secondo, perché tra il 70 ed il 90% dei materiali è esportata. È quindi essenziale al portafoglio di chi vuole continuare a vendere, anche in tempo di pandemia!

I comboniani sono una voce critica importante (dentro la Chiesa sudamericana, che sul tema si è molto esposta) e una fonte di informazioni importante. «Avere cura dell’Amazzonia significa avere a cuore il mondo», dice Padre Dario:

La foresta amazzonica è a un passo dal punto di non ritorno! Se continua ad avanzare il deforestamento, entreremo in un ciclo irreversibile di “savanizzazione” dell’Amazzonia. Ciò avrà conseguenze devastanti sulla vita dei popoli che la abitano, sul ciclo dell’acqua in tutto il continente latinoamericano, sull’equilibrio climatico mondiale. Inoltre, vari ricercatori ipotizzano che il Brasile potrà essere la culla della prossima pandemia, poiché la distruzione dell’habitat naturale amazzonico provocherebbe incontro e contaminazione tra gli animali selvatici (portatori sani di virus a noi sconosciuti e finora isolati), gli enormi allevamenti di bestiame (che sono una delle principali cause del disboscamento) e la vita umana. L’Amazzonia ha influenze sull’intero Pianeta. O impareremo ad averne cura, o dovremo curarci delle conseguenze della violenza che noi stessi stiamo provocando

L’intervista completa a padre Dario Bossi, che comprende anche una registrazione della sua voce, si può leggere e ascoltare su VaticanNews, qui

di roberto.morandi@varesenews.it
Pubblicato il 22 maggio 2020
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