La Lega Pro chiede lo stop del campionato

La proposta prevede il blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi e la promozioni in Serie B delle prime squadre di ogni girone (Monza, Vicenza e Reggina)

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La Pro Patria non gioca una partita ufficiale dallo scorso 16 febbraio, sconfitta allo “Speroni” contro l’Arezzo. Da allora il Coronavirus ha fermato tutto. Sono passati ormai tre mesi da quando la Lega Pro ha deciso di fermarsi, ma dopo quasi 90 giorni ancora non si sa come finirà la stagione 2019-2020.

Nella giornata di giovedì 7 maggio si è svolta l’assemblea della Lega Pro. La terza serie professionistica italiana si è riunita per proporre una soluzione definitiva al Consiglio Federale, inizialmente previsto per oggi – venerdì 8 maggio – ma posticipato anche per poter analizzare meglio le richieste delle varie leghe, Serie A, Serie B e Serie C; dalla scelta di queste, a effetto domino, si agirà di conseguenza anche sulle categorie dilettanti. Il Consiglio Federale è l’unico organo preposto alle decisioni riguardanti l’evoluzione dei campionati alla luce del Covid-19.

Tutti i presidenti intervenuti all’assemblea della Lega Pro si sono dimostrati compatti: voto favorevole allo stop del campionato, al blocco delle retrocessioni e dei ripescaggi, alle promozioni in Serie B delle prime squadre di ogni girone (Monza per il girone A, Vicenza per il Gruppo B e Reggina nel C), al merito sportivo come parametro per far salire la quarta squadra.

«Oggi abbiamo compiuto e scritto una bellissima pagina di Lega Pro – ha detto il presidente Francesco Ghirelli -. Malgrado il Paese sia nel pieno della sofferenza e nonostante le difficoltà che ogni club sta vivendo, ci siamo confrontati con grande responsabilità, mettendoci in ascolto e dimostrando rispetto per l’altro. Le proposte riflettono pienamente la specificità della Serie C, con il suo impianto sociale unico ed originale, e la sua coerenza con le scelte fatte quel 21 febbraio, quando le partite furono interrotte, nel rispetto di quanti stavano soffrendo sotto i colpi del virus».

«Soffro per il mio Paese – ha concluso Ghirelli -, mi dà dolore vedere ancora tanta sofferenza a causa di questo maledetto virus. Dopo questa giornata sono sollevato e sono felice che si sia fatta sintesi tra i legittimi punti di vista e le ragioni di tutti. La Lega Pro è formata da 60 realtà molto diverse tra loro, che oggi hanno dimostrato di avere un orizzonte comune e di essere mosse tutte da una autentica passione. Un sentimento profondo non solo per lo sport ma anche e soprattutto per quello che lo sport, e in particolare il calcio, può fare per il nostro territorio. La Federazione sta svolgendo un ottimo lavoro, e qualsiasi decisione prenderà, il senso di responsabilità e il rispetto per l’altro, soprattutto per le diversità, ci devono guidare».

di francesco.mazzoleni@varesenews.it
Pubblicato il 08 maggio 2020
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