La nostalgia degli storici “cartacei“ luinesi

Il punto di vista di Alessandro Franzetti in merito al ruolo della carta stampata come contenitore di idee e di espressioni dell'opinione pubblica

Avarie

Approfitto della Giornata delle Comunicazioni sociali per commentare la notizia di questi giorni della momentanea chiusura dell’edizione cartacea de “L’Eco del Varesotto”, storico settimanale di Luino e zona che dal 1969 entra nelle case di abbonati e fedeli lettori.

Dai primi anni 2000 la testata vede come casa editrice l’Ascom di Luino, con la direzione di Davide Boldrini, che è il terzo direttore dopo le storiche direzioni prima di Marsella e poi di Sardini.

Dal 2011, purtroppo ha smesso di uscire nelle nostre edicole anche la più antica testata del territorio, Il Corriere del Verbano, fondato nel 1879 da uno dei figli migliori del nostro territorio, l’illuminato Francesco Branca che fu protagonista della vita luinese a cavallo dell’800 e del ‘900, e diresse con lungimiranza questa prestigiosissima testata che ancora oggi vive online, diretta da Elena Ciuti e da Guglielmo Iurilli.

Fin da studente del Liceo, attendevo con ansia l’arrivo a casa di questi due giornali, che ritengo parte del genius loci e della più profonda luinesità: giornali prestigiosi, complementari nelle loro linee editoriali, entrambi autorevoli, mai faziosi e sempre equilibrati.

Per me sono sempre stati la finestra sul nostro mondo, e sono onorato di esserne stato allo stesso tempo lettore e spesso ospite con miei spunti che spero possano avere contribuito a dare idee originali a miei cari concittadini.

Il mercoledì e il venerdì (giorni in cui di solito erano recapitati nelle nostre case rispettivamente il Corriere del Verbano e l’Eco del Varesotto) erano vissuti da me con l’emozione dell’attesa, del piacere di poter sfogliare tra le mani i miei due amati settimanali, che divoravo rapidamente in una lettura piena di interesse e voglia di capire la realtà luinese e non solo.

Facendo politica, questi due settimanali costituivano per me e per i miei colleghi una vera palestra per un sano confronto di idee e di contenuti, un imprescindibile luogo dove l’agorà politica, sociale e culturale della nostra Città e del territorio circostante poteva esprimersi liberamente, senza censure ma ovviamente con il rispetto di tutti.

Entrambi questi settimanali incarnavano perfettamente l’articolo 21 della nostra Costituzione che recita: “Tutti hanno diritto di manifestare liberamente il proprio pensiero con la parola, lo scritto e ogni altro mezzo di diffusione. La stampa non può essere soggetta ad autorizzazioni o censure.”

La chiusura (spero momentanea) dell’unica voce cartacea rimasta nel territorio, dopo quella del Verbano nel 2011 non solo fa soffrire me e molti altri, ma pone un problema serio anche alla democrazia.

Non voglio essere enfatico, ma se in democrazia saltano i capisaldi dell’informazione libera, e le persone non hanno più spazi dove esprimersi liberamente, questo costituisce una grave problema di pluralismo e libertà di espressione.

Ben vengano i giornali online, freschi, rapidi e oggi fondamentali nel loro ruolo di informare l’opinione pubblica in tempo reale (anche grazie al cosiddetto citizen journalism) ma io da vecchio amante del cartaceo, ritengo che online e cartaceo debbano continuare a coesistere.

La mia analisi non ha purtroppo soluzioni, mi rendo conto della diminuzione dei lettori, dei costi della stampa e del sempre minor numero di abbonati e proventi pubblicitari, ma da cittadino amante della libera circolazione delle idee faccio un appello a giornalisti, editori, stakeholder e chiunque abbia buona volontà per non far morire il cartaceo a Luino.

Non ho idee concrete da proporre, non sono un editore, ma so che Luino sarebbe meno casa di tutti senza almeno un giornale cartaceo.

Spero che queste mie semplici riflessioni, che provengono prima che dalla testa dal cuore, possano contribuire a un dibattito in città per trovare una soluzione a questo problema, che reputo grave.

Alessandro Franzetti

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 23 maggio 2020
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