Come la pandemia sta cambiando il mondo della moda

Il lockdown che ne è conseguito ha modificato la quotidianità di tutti noi, spesso mettendoci di fronte a nuovi ostacoli e nuove scelte da fare

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L’emergenza sanitaria che ha colpito l’Italia, così come tutti i paesi del mondo, non ha eguali nella storia. Il lockdown che ne è conseguito ha modificato la quotidianità di tutti noi, spesso mettendoci di fronte a nuovi ostacoli e nuove scelte da fare. I settori colpiti sono stati moltissimi e molte aziende non solo hanno dovuto fronteggiare la situazione, ma anche riuscire a riadattarsi, spesso con nuovi modelli di business. Tra questi troviamo le imprese del settore moda, che più fra tutte sono riuscite a far parlare di sé. Vediamo quindi alcuni dei cambiamenti che sono stati introdotti e che hanno influenzato l’intera categoria.

Le sfilate vanno online

Il primo cambiamento ha riguardato sicuramente le sfilate, che si sono trasferite online, come ad esempio la Milano Fashion Week, che ha visto gli ultimi eventi in diretta streaming, ma sempre a porte chiuse. La maggior parte dei brand ha deciso di rinviare le proprie sfilate a data da destinarsi, ma eventi come la Fashion Week di Shanghai si sono comunque tenuti online, e oltre 150 stilisti hanno avuto in questo modo la possibilità di mostrare comunque al mondo le loro collezioni.

Inutile dire che la soluzione è stata adottata non per scelta, ma a per necessità, ha portato molti a chiedersi se questa non possa diventare la soluzione definitiva. L’organizzazione e il trasporto di tutti i materiali necessari per allestire eventi di questo tipo impiegano un dispendio di soldi, energie e risorse ambientali non indifferente, senza contare che molti brand già da tempo trasmettono le sfilate sui loro siti. Così come si è visto per altri settori, quindi, forse vi è una possibilità di cambiamento sul lungo termine.

La necessità di rallentare

Tra i tanti, a essersi distinto particolarmente in questo periodo è stato Giorgio Armani, il quale non ha soltanto riconvertito una parte della sua attività per produrre camici destinati ai sanitari italiani, ma ha anche affermato la necessità di “rallentare e riallinearsi”, specificando che da sempre il lusso non deve essere veloce. Nel suo discorso, poi, cerca di vedere nella crisi un’opportunità per donare autenticità e valore a ciò che facciamo e, soprattutto, a ciò che acquistiamo. Scelte di stile, quindi, ma anche di stile di vita, che hanno reso questo stilista apprezzatissimo in Italia non solo per quanto riguarda le sue collezioni, dato che da sempre il marchio Emporio Armani è ricercatissimo sia online che nelle boutique, ma anche per il suo gran cuore, la sua passione e la sua lungimiranza.

Spesso infatti i suoi discorsi hanno dimostrato attenzione nei confronti dei ritmi lenti, non a caso ha di recente affermato che lascerà all’interno dei suoi negozi solo abiti pensati per la stagione corrente, così da evitare sprechi e accumuli.

Tute, leggings e t-shirt, le nuove grandi richieste

Infine, la pandemia ha cambiato i paradigmi della moda, rendendo necessari abiti molto comodi, adatti al lavoro in casa e in generale a una vita più sedentaria e lontana da locali e divertimenti notturni. A dimostrarlo sono dati rilasciati dai colossi della vendita online, che hanno visto un incremento di tute, felpe, leggings e t-shirt, tutti indumenti perfetti per restare a casa, spodestando minigonne, abiti da sera e giacche. La moda si sta quindi interfacciando anche con un cambio della domanda, che obbligherà molti ad adattare il proprio business, per riuscire a essere concorrenziali anche in questa situazione di difficoltà.

Ecco quindi come il settore moda si sta rivoluzionando dall’interno, con l’intento sempre di migliorarsi e migliorare il rapporto con i consumatori.

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Pubblicato il 18 Maggio 2020
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