La rinascita dei campeggi: tra difficoltà e forza di ricominciare

Buona la ripartenza per le strutture del basso Verbano anche grazie alle prenotazioni dei tour operator. Preoccupazione per l'assenza di stranieri

campeggio città di angera

Il Coronavirus ha lasciato un segno profondo, ma i gestori dei capeggi del basso Verbano non si danno per vinti, e sono anzi pronti a dare il via a una nuova stagione turistica all’indegna della sicurezza. Una ripartenza che nonostante le difficoltà sembra piuttoso positiva. Oltre agli ospiti stanziali – felici come mai prima d’ora di poter finalmente tornare alle loro piazzole -, le strutture sul Lago Maggiore hanno infatti ricevuto prenotazioni da molti occasionali già nei primissimi giorni d’apertura, ma l’assenza dei campeggiatori stranieri si fa sentire.

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Con 100.000 metri quadri di superficie, il campeggio Città di Angera è il più grande della provincia di Varese e da sabato 30 maggio ha ripreso ad accogliere i turisti. Le precauzioni adottate per ridurre il rischio di contagio sono tante: controllo della temperatura e autocertificazione all’ingresso, mascherina obbligatoria per tutti, accesso alla piscina a turni, colonnine con gel disinfettante e distanziamento tra piazzole, tavoli e sdraio. Sabato le vie del campeggio erano già animate dai molti ospiti stanziali, che avevano approfittato del bel pomeriggio di sole, ma anche dai primi campeggiatori occasionali.

«In questo momento – commenta il titolare Carlo Varieschi – siamo l’alternativa al balcone. Il primo giorno di riapertura è andato piuttosto bene, e abbiamo già ricevuto 50 nuove prenotazioni solo per quanto riguarda i camper. Purtroppo, però, per questa stagione ci aspettiamo un calo del fatturato tra il 20 e il 25%. Il nostro obiettivo è quello di arrivare a fine anno con un’azienda ancora attiva e pronta a ripartire».

Sicurezza è la parola d’ordine anche per il campeggio Okay di Sesto Calende. Anche qui c’è l’obbligo di indossare la mascherina, l’accesso alla piscina è regolato secondo due turni, e un operatore, riconoscibile dalla pettorina, controlla che tutti gli ospiti rispettino le norme sanitarie e di distanziamento. «A dire il vero – racconta la titolare Alessandra Brun -, oltre alla segnaletica e a qualche nuovo accorgimento, le modifiche che abbiamo dovuto apportare alla struttura per allinearci alle regole di sicurezza non sono state molte. Abbiamo tanto spazio, e tutte le nostre piazzole erano già ben distanziate e delimitate. Abbiamo aperto il campeggio già da alcuni giorni e il lavoro è cominciato bene. Una buona notizia è stata soprattutto la ripresa delle prenotazioni da parte dei tour operator».

La riapertura dei campeggi è stata accolta con gioia soprattutto dai turisti più affezionati. «Veniamo qui ogni anno – racconta un gruppetto di ospiti seduto all’ombra vicino alla piscina -, e poter finalmente tornare nel nostro campeggio e osservare di nuovo il lago è bellissimo. Non vediamo l’ora che sia completato anche il primo tratto della pista ciclabile del basso Verbano».

«Spazio, libertà e sicurezza: questo – commenta Edoardo Favaron, presidente di Faita Lombardiaè quello che i campeggi lombardi sono in grado di offrire ai turisti. E tra quelle della nostra regione, sono proprio le strutture del Lago Maggiore le prime ad aver predisposto tutte gli accorgimenti necessari per la ripartenza. I campeggi sono controllati in ogni loro attività da ben 11 enti diversi. Il rispetto delle regole, quindi, è da sempre una priorità per le nostre strutture, e di fronte a questa emergenza sanitaria garantire il massimo della sicurezza è diventato ancora più importante».

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Pubblicato il 31 maggio 2020
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