“Un esame di maturità dignitoso è il minimo riconoscimento verso noi ragazzi”

Il Covid19 ha stravolto ogni vita. I ragazzi del quinto anno stanno pagando un prezzo molto caro, con poche certezze e sogni infranti. Varesenews apre uno spazio alle riflessioni dei maturandi

maturità 2018

La scuola non riapre. Se ne riparlerà a settembre. Ma per gli studenti dell’ultimo anno non ci saranno più occasioni. Il virus ha troncato di netto un percorso di crescita iniziato in prima elementare. L’esame di Stato rimane l’ultimo tassello di questa crescita.
I maturandi chiedono che rimanga un rito di passaggio.
Riportiamo le riflessioni di una studentessa dello Stein di Gavirate. Apriamo uno spazio per ospitare riflessioni e richieste di altri studenti: scrivete a scuola@varesenews.it


LE RIFLESSIONI DI MILA GRETA

Si conclude quest’anno uno dei ciclo di studio più affascinanti e importanti della vita di ogni adolescente. Iniziato quando ero poco più che una bambina, ora mi trovo a dover salutare i corrodi che mi hanno vista crescere da dietro una mascherina.

La pandemia ci ha portato via gli ultimi giorni di scuola tra i banchi. Giorni di festeggiamenti spensierati prima dell’ultima grande prova, l’esame di maturità.

È dal primo giorno del quinto anno che mi preparo. L’idea
di dover sostenere un’esame mi emoziona moltissimo. Un ultimo passo che apre le porte di un mondo nuovo, maturo. Quel mondo che ci permetterà di iniziare a dare forma ai nostri
sogni d’infanzia.

Ora tutto questo è a rischio. Il virus che si è insinuato nelle nostre vite minaccia questo rito di passaggio. La salute va preservata oltre qualsiasi visione romantica della vita, però un esame in quanto tale deve mantenere la sua ufficialità.

Il ministro dell’istruzione Azzolina ha ricordato il suo esame di maturità come una delle esperienze più belle della sua vita. Eppure non sembra volerci far godere dello stesso privilegio. Una volta
presa la decisione di mantenere l’esame di maturità, a differenza di altri paesi colpiti dall’epidemia, sarebbero dovute arrivare tempestivamente indicazioni chiare e precise a riguardo.

Si è chiesto agli studenti uno sforzo enorme nel proseguire la didattica a distanza. Garantire un esame dignitoso sarebbe il minimo riconoscimento. Ad oggi, meno di un mese dal primo colloquio orale, ci viene comunicato che saranno da preparare presentazioni circa i lavori di alternanza, le materie oggetto della seconda prova e il percorso di cittadinanza (ma le modalità di tali presentazioni rimangono vaghe).
Nel mentre la scuola non è finita, continuano le valutazioni e i compiti riguardanti la didattica di tutti i giorni.

Penso che l’esame di maturità sia veramente l’occasione per i professori e la scuola di valorizzare al massimo i propri studenti. Una commissione si mette a nostra disposizione per darci la possibilità di dimostrare il meglio. La scuola e gli studenti però devono essere messi nelle condizioni di farlo e finora il ministero dell’istruzione non ci è proprio riuscito.

Speriamo che questa maturità venga ricordata per la sua straordinarietà e non come l’ennesimo fiasco del nostro Paese.

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Pubblicato il 20 maggio 2020
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