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Cocquio aveva ragione, e l’ufficio postale di Caldana riaprirà

Cinque anni fa il ricorso al Presidente della Repubblica che ha annullato la scelta dell’azienda di chiudere. “Decisione inappellabile”

poste caldana

Non c’è nessun altro organo della giustizia amministrativa a cui ci si può appellare quando è il Presidente della Repubblica a decidere: si tratta di un rito alternativo al ricorso al Tar che ha i suoi tempi, ma che quando arriva al dunque rappresenta un’inappuntabile vittoria per il ricorrente.

Quindi è comprensibile la soddisfazione dell’allora vice sindaco di Cocquio Vittorio Griffini (oggi consigliere di minoranza) per la buona notizia che arriva da Roma: il minuscolo ufficio postale di Caldana (foto), frazione di Cocquio Trevisago riaprirà.

Il ricorso venne fatto dalla precedente amministrazione comunale nel 2015 quando l’azienda in una delle tante riorganizzazioni e razionalizzazioni territoriali decise di serrare i battenti dell’ufficio che si affaccia sulla piazzetta della deliziosa frazione, peraltro un tempo sede del municipio.

Sta di fatto che la decisione fa ancora in tempo ad essere interpretata come una manna per i residenti che sì, nel corso di questi anni si sono organizzati per pagare bollette e riscuotere pensioni negli uffici postali di Azzio e di Sant’Andrea, ma che presumibilmente fra qualche settimana potranno raggiungere lo sportello con una passeggiata a piedi, e magari godere dell’assenza di lunghe code a cui si assiste in più ampi e quindi frequentati sportelli.

Un vantaggio non da poco.


È soddisfatto del risultato l’avvocato Flavio Crea che è il paladino dei diritti dei comuni contro il gigante Poste: «Sì, quella di Cocquio è una grande vittoria, forse la più significativa, a fronte dei tantissimi ricorsi presentati. Ricordo che a suo tempo Poste Italiane addusse giustificazioni che ritenemmo ingiuste e che di fatto privarono la cittadinanza di un servizio essenziale e indispensabile proprio come quello postale. Evidentemente una decisione presa senza tenere presente della geografia dei luoghi, dei collegamenti e quindi delle necessità della comunità».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 29 Giugno 2020
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