Ladri all’opera in Canton Ticino con il trucco delle monetine

Il ladro si avvicina alla vittima e getta a terra delle monetine per farle credere che sia lei a perderle e, mentre si abbassa a raccoglierle, riesce a rubare denaro, portafoglio o gioielli

Generico 2018

Li chiamano “ladri delle monetine“. Sono specializzati in furti con destrezza e in questi giorni pare siano all’opera in Canton Ticino.

A segnalarlo è la Polizia cantonale che nei giorni scorsi ha ricevuto diverse segnalazioni, in particolare nel Locarnese e Luganese, di furti con destrezza a danno di anziani; almeno cinque furti riusciti e altri tentati che testimoniano la recrudescenza di questo fenomeno.

Gli autori operano di regola singolarmente, avvicinando le potenziali vittime per strada. Abitualmente agiscono con queste modalità: l’autore si avvicina alla vittima e getta a terra delle monetine per farle credere che sia lei a perderle e, mentre si abbassa a raccoglierle, riesce a rubare denaro, portafoglio o gioielli (indossati); oppure l’autore si avvicina alla vittima chiedendo se ha moneta per cambiare (di regola commessi vicino a parchimetri) e, quando la parte lesa cerca la moneta nel portafogli, l’autore riesce a sfilare delle banconote dal borsellino.

Il 27 giugno scorso a Moleno, sull’autostrada A2, agenti della Polizia cantonale hanno fermato due autori di questo genere di furto. Si tratta di due cittadini rumeni residenti in Romania, di 43 e 39 anni, poi arrestati. I due uomini si trovavano a bordo di una vettura che si dirigeva verso sud.

Per evitare sgradite sorprese, la Polizia cantonale invita la popolazione a prestare particolare attenzione quando si è avvicinati da questo tipo di “altruisti” e ad allontanarsi velocemente da loro. Dopodiché bisogna avvisare tempestivamente la Centrale comune d’allarme (Cecal): «Questo per permettere l’identificazione dei malviventi e per poter reagire al più presto contro questi fenomeni criminali. Invitiamo pure eventuali vittime che non hanno ancora sporto denuncia, anche di casi tentati e fortunatamente non riusciti, a contattare la Polizia cantonale al numero 0848 25 55 55».

di redazione@varesenews.it
Pubblicato il 30 giugno 2020
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